I loro diritti da bambini musulmani

Quando siamo ritornati in Inghilterra ero completamente immersa nelle visite di specialisti e in quella voglia di trovare “qualcosa” che potesse aiutare i miei bambini ad uscire un po’ dal loro mondo per poter interagire con quello circostante. Ero molto occupata nel capire i loro comportamenti che mi sono quasi dimenticata della hijrah, dell’emigrazione. E’ stato quando le cose hanno iniziato a stabilizzarsi un po’, dopo aver vinto le mie piccole battaglie per ottenere i loro “Special Educational Needs statements” e soprattutto ottenere ABA, che ho cominciato a domandarmi: sarò in grado di fare hijrah? Quel pensiero era come una nuvola grigia per me e mi faceva sentire sempre molto triste.

Il mio caro suocero (rahimahullah) era malato e mio marito andava e veniva sovente dall’Algeria. Quindi mi trovavo spesso da sola a riflettere e pensare. Di solito questi momenti aiutano, ma nel mio caso c’era sempre qualcos’altro a cui pensare: con la LEA (autorità educativa locale se si puo tradurre in questo modo) oppure una tutor ABA del nostro team… cose che mi facevano dimenticare della hijrah…. che Allah mi perdoni!

Il tempo è passato e mi sono detta “se Allah vuole che accada, accadrà”. Allo stesso tempo, due carissime amiche e sorelle nell’Islam si sono trasferite in Algeria, sono lì da qualche anno e quando sono andate via è stato un po’ commovente per me. Mi hanno lasciato con la frase “adesso aspettiamo che ti unisca a noi in shaa Allah” ma comunque Allah non voleva che accadesse per me, non ancora! E cosi mi sono immersa nel hifdh, nella memorizzazione del Corano, una grazia di Allah che mi aiuta ad andare avanti e mi rafforza come Sua serva!

Poi, nel Dicembre del 2014, c’è stato un click nel mio cuore quando ho visitato l’Algeria per la prima volta dopo la morte di mio suocero (rahimahullah, mi manca tantissimo). Ho incontrato persone incredibili e mi sono sentita ancora più vicina alla mia famiglia algerina (che Allah dia a tutti loro i Giardini del Firdaws, Amin). Ho trascorso gli ultimi giorni prima del rientro in Inghilterra piangendo! Non volevo andare via, ma allo stesso tempo non penso che sarei potuta restare. Quella esperienza non era abbastanza, avevo bisogno di un grande “kick” di Allah, dopotutto Egli dice “sii” ed esso è!

Ramadan 2015 è arrivato, grazie ad Allah, di solito abbiamo du’a e “richieste” durante quei momenti meravigliosi di Ramadan, giusto? E il mio du’a per Lui era di facilitare la hijrah per noi. Era il du’a piu facile che potesse venirmi in mente e che soprattutto sentivo col cuore. E dopo Ramadan… un clic, o dovrei dire un “kick”! Ho iniziato ad essere estremamente stanca di vedere i miei figli che non ricevevano un’educazione interamente da me, di non avere la famiglia vicina e non riuscire a trascorrere il tempo in studi islamici ecc. Ecco, ne avevo abbastanza! Ho fatto la preghiera della consultazione, ho preso la mia decisione.

I miei figli hanno autismo, grazie ad Allah per tutto, ma sono musulmani! Hanno i loro diritti da musulmani ed io ho i miei doveri come madre musulmana! Allah è l’Unico che fa accadere le cose e Lui è l’Unico che può aiutare i nostri figli a migliorare! Non ABA o qualsiasi altro approccio, è Lui che pianifica, non noi!

Um Hafsah
www.alghurabaa-magazine.com

3 pensieri riguardo “I loro diritti da bambini musulmani

  • 23 novembre 2015 in 16:44
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    Al hamduliLlah, jazaki Llahu khair per questa bellissima testimonianza, masha’a Llah.
    Cara sorella, sento di condividere tanto il tuo racconto.. per motivi diversi dalla malattia, per ragioni di lavoro, vivo anch’io molto spesso immersa in questa realtà variopinta di diritti, soprattutto quelli dell’infanzia. Anch’io sento che questa realtà però non fa genera realmente il benessere dell’essere umano, che è legato invece solo ad Allah ta’ala.
    Faccio tanti du’a che la vostra hijrah venga benedetta e ricompensata dall’Altissimo e che ne conceda una così anche a noi, AMIN
    Aysha umm Hamid

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  • 25 novembre 2015 in 14:46
    Permalink

    Assalemu aleikum wa rahmatullah sorelle,
    è vero, a volte quelli che in Occidente sono considerati diritti prioritari ci fanno perdere la bussola e dimenticare il fatto che le persone di cui siamo tenuti a prenderci cura hanno diritti islamici che vengono prima di tutto il resto. Che Allah ci faciliti nel ridimensionare le nostre priorità e nel dare alla nostra vita quotidiana la direzione giusta.
    D’altra parte, a prescindere da quella che sia la nostra condizione attuale, la cosa davvero importante è il nostro orientamento verso ciò che Allah vuole per noi.
    Amin per i tuoi du’a cara Umm Hamid.
    wa aleikum assalem wa rahmatullahi wa baraketuhu

    Risposta
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