I vantaggi islamici dell’educazione a casa

Quando con le sorelle parlo di educazione a casa non sempre l’argomento viene accolto con entusiasmo.
Certo è una grande responsabilità occuparsi personalmente dell’educazione e della formazione dei propri figli, ma  lasciare che assorbino qualsiasi cosa la società propone loro è una responsabilità ancora più grande.

Quando vedo mamme non musulmane che combattono con le unghie e con i denti per allontanare i loro figli da bullismo, droga, cattive compagnie, denigrazioni e  quant’altro attraverso la homeschooling e per dare loro un futuro più sano attraverso insegnamenti più “etici” di quelli che troviamo fuori, mi chiedo come mai nella nostra comunità siano ancora in poche a porsi il problema.

Alcune mamme musulmane sono al contrario convinte che avranno figli più forti e più saggi se li spingono nella società attraverso istituzioni come la scuola, l’oratorio e altri canali associativi. Pensano che impareranno a cavarsela in qualche modo, che si faranno le ossa, che si “fortificheranno”.

Certo, è una possibilità. Ci sono non musulmani che diventano musulmani, ci sono persone che abbandonano l’islam e poi ritornano, ci sono persone che fanno peccati e poi si pentono… Ma davvero sono questi i nostri metri di misura, sono questi i modelli che dobbiamo avere?

I nostri modelli sono il profeta sallah Allah alaihi wa sallam e le sue mogli radiAllahu ‘anhunna, i sahabah e le sahabiyyet, i tabi’in e i sapienti di tutto il mondo e di tutti i tempi. E’ dalle loro biografie che dobbiamo prendere i nostri esempi e i nostri modelli e, per i nostri figli, dobbiamo aspirare a ché essi abbiamo la loro stessa intelligenza e la loro stessa voglia di sapere: uomini e donne che hanno consacrato la loro vita alla scienza e all’islam, che hanno imparato il corano sin da piccoli e che a dodici anni lo avevano già terminato, uomini e donne che giovanissimi hanno iniziato ad insegnare con il consenso dei loro shuyukh e che, anche dopo esser diventati essi stessi insegnanti, sono sempre rimasti, ginocchia a ginocchia, presso i loro mesheikh, uomini grandiosi, ma umili e aperti a qualsiasi fonte di conoscenza vicina o lontana che fosse.

Magari i nostri figli non diventeranno sapienti, non finiranno il corano a 12 anni o magari non finiranno mai di memorizzarlo e non insegneranno fiqh e aqidah a 18. Ma dobbiamo fare in modo che nel nostro cuore e nel loro si stampi indelebilmente la traccia di questo mondo di gente di scienza, questo mondo che ci sembra così lontano e pure così nostro, così presente. Cadranno e inshaAllah si rialzeranno, saranno “ragazzini normali” come tutti gli altri, ma porteranno nel cuore dei modelli grandiosi, dei modelli eterni e quando saranno di fronte alle difficoltà della vita e alle scelte inshaAllah non avranno il timore di essere una minoranza etnico-religiosa con il cuore diviso in due, ma saranno i fieri portatori dell’unico messaggio di tutti i profeti e dei loro eredi.

Certo, non sarà la scuola a casa a fare tutto questo, ma l’impegno, lo sforzo sincero e soprattutto i nostri du’a, perchè il vero bene si ottiene solo chiedendo ad Allah e rimettendosi completamente a Lui.

Umm Zuhur
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