Frammenti d’Algeria – diario di viaggio

Primo viaggio in Algeria, aprile 2012. E sono tornata piena di scoperte.
Scoperte talmente ovvie che quasi mi vergogno a scriverle.

Per esempio ho scoperto che l’Algeria è per quasi la metà una terra verdissima, piena di colori, di fiori e di profumi.
Davvero!!

E’ un posto pieno di luce, di paesaggi inaspettati, di sorprese.

Il deserto è lontanissimo e lo si raggiunge pian piano, dopo un sacco di kilometri.
Ed è un deserto pieno di oasi, con palme da dattero e verdissimi cespugli di more; dune, certo, e pozzi di petrolio che qui sono monopolio di stato.

La prima idea è stata quella di prendermi un taccuino e annotarci cose come:

asini liberi per i campi, mucche che attraversano la strada, taxi ed autobus con scritto sopra “masha allah”, corriere Bartolini con famiglia a seguito ospitata nel retro del furgone e con porta aperta per garantire l’areazione ai viaggiatori improvvisati, verde, verde, verde, montagne, ancora verde, prati di un verde più brillante, giallo-verde, case in costruzione, case in costruzione con balconcini balaustrati in perfetto stile europeo e, altrove, tetti da fiaba, simili – perchè no? – a pagode cinesi, piastrelle arabescate solo su qualche facciata, pensavo di più, città a picco sul mare, ponti sospesi, eucaliptus ovunque, borraggine, cardo mariano, moschee in costruzione bellissime, potenzialmente innovative, moschee finite, superdecorate e dipinte di bianco e verdino ed io che le preferivo grezze continuo a chiedermi perchè mai le hanno finite… perchè erano così belle: incompiute.
Ed è questo ciò che mi piace dell’Algeria, il fatto che sia incompiuta e tutta ancora da fare, tutta da decidere.

Incompleta, improvvisata, un diamante allo stato grezzo.

Un cantiere a cielo aperto senza progetto, senza pianificazione, senza impresa, senza direttore dei lavori, senza coordinatore della sicurezza, senza durc.

Un cantiere in mezzo al verde, ai canyon, alle dune e alle oasi. Un cantiere anarchico.

E direi che è un cantiere “biò”, se non sapessi che “biò” per la maggioranza significa in genere tutto il contrario di quel che significa per me.

Umm Zuhur
www.alghurabaa-magazine.com

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