WHD – World Hijab Day: il velo non è un pezzo di stoffa

Da qualche anno alcune sorelle americane si sono inventate questo WHD (World Hijab Day) ossia Giornata Mondiale del Velo che ha avuto un grandissimo successo. Si tiene il primo febbraio di ogni anno in tutto il mondo e consiste nell’invitare le donne non musulmane ad indossare il velo per un giorno, manifestando in questo modo la loro solidarietà nei confronti di noi musulmane.

Non c’è dubbio che l’intento di questa manifestazione sia benefico. L’intenzione delle sorelle è quella di far conoscere il velo, abbattere la diffidenza nei confronti delle donne velate, far conoscere l’islam e le musulmane alla gente e dichiarare a voce alta che indossano il velo perché lo vogliono loro, non perché sono obbligate come si ama credere in Occidente.
Qualche anno fa è persino successo che una ragazza abbia indossato il velo proprio durante uno di questi hijab day e non l’abbia più tolto, che abbia poi letto il Corano e si sia convertita. Bene! Allah guida chi vuole come vuole.

Ma si può fare da’wah in questo modo?

Il profeta salla Allah alaihi wa sallam disse a Mu’adh radiAllahu ‘an hu prima di inviarlo nello Yemen:
 «Stai per andare verso un popolo che appartiene alla gente del libro. Chiamali a testimoniare che non c’è divinità degna di culto tranne Allah e che Muhammed è il Suo messaggero. Se acconsentono, annuncia loro che Allah ha loro prescritto cinque preghiere quotidiane. Se aderiscono a questo, insegna loro che Allah ha prescritto un’elemosina che viene presa dai ricchi tra di loro e data ai loro poveri. Se si sottomettono a tutto questo guardati dal toccare i beni migliori… » (Bukhari e Muslim).

La da’wah nell’islam è un atto di adorazione e come tale ha le sue condizioni. Una delle condizioni è che debba essere fatta seguendo un percorso ben preciso che è quello che il profeta salla Allah alaihi wa sallam ci ha insegnato attraverso questo hadith. Non stiamo facendo nessuna da’wah se invitiamo le donne di tutto il mondo a indossare il hijab, facciamo da’wah solo se spieghiamo alla gente il tawhid: Allah è colui che ci ha creato ed è l’unico che merita la nostra adorazione. Le modalità di questa adorazione sono quelle che ci sono state prescritte tramite le rivelazioni che sono state date al profeta Muhammed salla Allah alaihi wa sallam, sigillo dei profeti e della profezia.

Inoltre. L’Islam non riconosce che tre feste: l’Id Al Fitr, la festa della rottura del digiuno alla fine del mese di Ramadan; l’Id Al Adha, la festa del sacrificio, in ricordo del gesto di Ibrahim (Alayhi Assalam); la festa settimanale del venerdì, Yawm al-Jumu’a, perchè è il profeta stesso salla Allah alaihi wa sallem che ci ha detto che l’Islam non riconosce che queste tre feste come vere e proprie ricorrenze.
Così, all’infuori di queste tre feste, non esiste nessuna commemorazione né festa nell’Islam. Né festa di compleanno, né festa nazionale, né festa del viaggio notturno, o qualunque altra festa. E tutte le feste innovate hanno visto il giorno e sono apparse solo molto tempo dopo la morte del profeta salla Allah alaihi wa sallam.
Le feste permesse, a parte le tre feste legiferate, sono quelle sporadiche, come le feste per le nascite, i matrimoni, il superamento di un esame universitario, le lauree o qualsiasi altro avvenimento che per noi risulta importante, che sia sporadico e non si riproponga periodicamente sotto forma di ricorrenza.
Quindi il fatto di stabilire una ricorrenza annuale per celebrare qualcosa non va assolutamente bene, che si tratti di scambiarsi mimose, baci perugina o, peggio, scambiarsi foulards.

Il velo non è un pezzo di stoffa, ma prima di ogni cosa un comportamento che la donna musulmana assume come atto di adorazione nei confronti del suo Signore. Non ha senso coprirsi la testa e poi continuare a vivere come tutti gli altri, a fare le stesse cose che fanno i non musulmani. Il velo mette una distanza di sicurezza tra la donna e l’uomo, è una protezione che manifesta e rende espicita quella auto-protezione che fa parte delle prescrizioni islamiche specifiche per le donne che vanno dall’evitare le uscite di casa non necessarie al non mostrare i propri ornamenti (che possono essere bracciali, trucco, tacchi o appunto forme).

Una donna musulmana velata è una donna fiera, consapevole del proprio valore in quanto musulmana e consapevole della grandiosità della propria religione, non elemosina attenzione per la strada, non si espone, non chiede alle altre donne di diventare “come lei” e non vuole essere necessariamente come tutte le altre donne. Se ne ha le competenze e la possibilità invita le persone che conosce alla religione spiegando loro quello che sa.

Fa da’wah con il buon comportamento, con la generosità, con il bene. Ma soprattutto prende in mano i libri dei sapienti che le spiegano la religione, cerca sorelle richiedenti di scienza che le insegnino le basi del tawhid, impara il corano, gli ahadith e le spiegazioni dei sapienti e trasmette questo alle persone con le quali ha occasione di parlare.

Il profeta salla Allah alihi wa sallam disse ad ‘Ali, Allah sia soddisfatto di lui, in occasione della battaglia di Khaibar: «…Per Allah, se Egli guidasse sulle tue mani un solo uomo nell’Islam sarebbe meglio per te che possedere dei cammelli rossi » (Bukhari e Muslim).
I cammelli rossi erano il tesoro degli arabi. Ma si trattava pur sempre di un tesoro terreno. Il tesoro di Allah è più grande perché è un tesoro eterno, ed è questo il vero tesoro.

Se davvero vuoi fare da’wah, fai in modo che sia un atto di adorazione valido. Purifica l’intenzione, che sia sincera e sia solo per Allah, e nel tuo richiamo segui la sunna, rispetta quelle che sono le condizioni di questa adorazione. Non buttarti in strada a fermare la gente, ma fai da’wah alle persone che hai già vicino a te: alla vicina di casa, alla compagna di scuola, alla figlia del collega di papà. Non essere prepotente, cerca il momento giusto per dire quello che devi dire. Sii dolce e ricordati che il nostro compito è solo quello di trasmettere il messaggio, non quello di “convertire la gente”, perchè “in verità tu non guidi chi ami, ma è Allah che guida chi vuole” (Al Qasas, 56).

Umm Zuhur
www.alghurabaa-magazine.com

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2 pensieri riguardo “WHD – World Hijab Day: il velo non è un pezzo di stoffa

  • 12 febbraio 2016 in 13:47
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    Assalamu ‘alaykum wa rahmatullahi wa barakatuh,

    jazaki Llahu khair per questo utile articolo, al hamduliLlah!
    Bisognerebbe anche finalmente chiarire una volta per tutte, che l’etichetta nell’abbigliamento non è una questione solo femminile, anzi, riguarda sia la donna che l’uomo. E’ pur vero che la donna, per natura, ha maggiore necessità di tutelare il suo corpo, e lo vediamo in tutto ciò che accade ed è sempre accaduto, nelle società contemporanee e antiche, ma spesso ci si dimentica (e molti uomini e donne musulmane anche dimenticano) che esistono delle regole per entrambi.
    Inoltre, come ha detto il Profeta salla Allahu ‘alayhi wa sallam, a sottolineare l’importanza delle nostre abitudini e costumi, chi imita lo stile di un gruppo, diventa parte di quel gruppo. Perciò, è importante mantenere un’identità anche nell’aspetto esteriore, perché l’abbigliamento stesso diventa testimonianza e veicolo del Messaggio.
    A questo proposito, in famiglia stiamo pensando alla possibilità di organizzare un evento (presso dei masjid) sul tema dell’abbigliamento islamico per la donna e l’uomo musulmani. Vorremmo invitare uno o più sapienti sul tema: qualcuno ha dei contatti o conosce qualcuno?
    Baraka ALlahu fikh
    Umm Hamid, Firenze

    Risposta
  • 19 febbraio 2016 in 21:10
    Permalink

    wa aleikum assalem wa rahmatullahi wa baraketuhu sorella, we jazekillahu khairan per la nota che hai lasciato, un’osservazione che arricchisce notevolmente il post.
    Anche l’abbigliamento islamico maschile è senza dubbio un tema che va approfondito. Ci sarebbero effettivamente alcuni imem che potrebbero trattare questo ed altri temi, ma servirebbero traduttori e bisognerebbe vedere se le varie moschee potrebbero essere interessate a questo o ad atro tema analogo. In realtà in questo momento le poche persone di conoscenza che sono attive in Italia puntano più a chiarire le basi: effettivamente se il tawhid non è chiaro è normale che a maggior ragione anche i dettagli della religione ad esso connessi non siano chiari. Che Allah ti ricompensi per le proposte, ci direzioni verso il bene e faciliti i progetti benefici.
    Un forte abbraccio, salem

    Risposta

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