IslamHomeschooling perché

Molte persone non sanno che anche in Italia è possibile fare homeschooling e cioè “scuola a casa”. E invece è possibile. Ed anche burocraticamente facile.

Come si inizia a fare scuola a casa

Basta inviare una comunicazione alla scuola frequentata precedentemente da nostro figlio, o alla scuola alla quale dovremmo iscriverlo, attestando di aver iniziato la scuola familiare e di possedere le capacità tecniche ed economiche per poterlo fare. Tutto qui.

Cosa ci trattiene dall’iniziare

Il problema in realtà è psicologico, perchè educare i propri figli in casa rappresenta una grandissima responsabilità, un vero e proprio peso, che a volte può conformarsi anche come vero e proprio peso fisico, un po’ perché, per cultura, siamo soliti dare alla formazione scolastica dei nostri figli un valore esagerato e un po’ perché, di fatto, educare i nostri figli è comunque una grande responsabilità.

Quando i figli frequentano una scuola pubblica o privata fuori casa non ci rendiamo conto che la responsabilità della loro educazione è comunque ugualmente solo nostra. Ci sembra di dividere il peso e di aleggerirci, solo perché non siamo noi che frazioniamo i programmi e non siamo noi a dare  i compiti.

Quali sono le responsabilità di chi manda i propri figli in una scuola pubblica

In realtà, in casi particolari come il nostro, mandando i figli in una scuola pubblica si dovrebbe poi fare il triplo del lavoro che si fa con la homeschooling:

un primo lavoro per assisterli comunque nella loro formazione, aiutandoli con i compiti a casa;

un secondo lavoro per sostenerli psicologicamente nel momento in cui il contesto inevitabilmente non li accetta, li deride e li ghettizza;

un terzo lavoro per aiutarli a selezionare, scartare e disimparare tutte quelle informazioni che fanno parte del pregiudizio imperante fatto di tanti piccoli pregiudizi (es: le donne con il burqa sono oppresse, i talebani sono cattivi e sanguinari, i musulmani sono terroristi, le crociate furono una giusta causa, la musica è un patrimonio culturale di cui la scuola non può fare a meno, per motivi di sicurezza non si può fare educazione fisica con il velo, i ragazzi e le ragazze devono stare in classi miste per favorire una crescita adolescenziale serena ed emotivamente armoniosa, essere italiani è un motivo di grande fierezza e quindi chi non è italiano non vale tanto quanto noi, la democrazia è l’unica forma di governo giusta, l’islam è una religione di oppressione che permette l’infibulazione delle donne e la loro riduzione in schiavitù etc. ).

Nonostante tutto l’impegno, ci saranno comunque modi di vita e di pensare che i nostri figli assorbiranno in maniera meccanica, come spugne, e con i quali noi non avremo nessuna possibilità di interagire. Li sorprenderemo mentre usano modi di dire e atteggiamenti che non siamo stati noi né la scuola ad insegnare loro. Li sorprenderemo, forse, ma non potremo farci nulla. E ci saranno, anche, angoli bui della loro fragile e mutevole personalità di cui non ci accorgeremo se non quando sarà ormai troppo tardi e non potremo fare più nulla, quando inizieranno ad essere grandi e la loro fragilità si sarà già trasformata in difesa e la loro mutevolezza si sarà già cristallizzata in una forma che ormai non riconosceremo più.

E che Allah preservi noi e i nostri figli da quello che più temiamo per noi e per loro.

Umm Zuhur
www.alghurabaa-magazine.com

 

Leggi anche:

Come insegnare la felicità ai propri figli
I vantaggi islamici dell’educazione a casa


Istruzioni per i genitori che vogliono iniziare a fare homeschooling

 

3 pensieri riguardo “IslamHomeschooling perché

  • 26 febbraio 2016 in 8:59
    Permalink

    Al hamduliLLah, tra le cose in Italia ancora possibili, questa è davvero importante.
    Anche noi pratichiamo la homeschool, l’istruzione familiare o parentale, a Firenze.
    Insha’a Llah, stiamo cercando di aprirci alla comunità musulmana, per “contaminare” positivamente, e poterci arricchire dallo scambio con altre famiglie. Putroppo molto sono lontane, come la sorella Umm Zuhur, ma l’importante è rimanere saldi e accettare di confrontarsi nella Ummah. Ora i nostri bambini hanno iniziato a frequentare la scuola di arabo domenicale, e insha’a Llah speriamo di poter aumentare i contatti con sorelle, fratelli, e famiglie che possono beneficiare di ciò che stiamo facendo e/o aiutarci.
    Mi piacerebbe tanto che il nostro, di scuola familiare basata sull’islam, potesse diventare un modello da aprire anche a questo mondo non musulmano, la strada è un po’ lunga, ma più noi diventiamo forti tra noi sorelle, famiglie, nella ummah, e più anche davanti alla società non musulmana possiamo interagire con determinazione e serenità, insha’a Llah.
    Wa ALlahu alam.
    Aysha umm Hamid

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    • 26 febbraio 2016 in 21:21
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      assalamu alaykum wa rahmatullah sorella Umm Hamid,

      Barakallahu fiki per il tuo commento. Che Allah ci faciliti e accetti da noi, amin!

      Risposta
  • 5 marzo 2016 in 16:03
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    wa aleikum assalem wa rahmatullahi wa baraketuhu emin emin emin! Sono molto contenta per il corso domenicale dei bambini, effettivamente quello che manca nei nostri percorsi è proprio una concreta possibilità per loro di interagire, socializzare e “fare cose” insieme ad altri. Ma… inshaAllah, ce la caveremo!!! E che Allah ci sostenga!

    Risposta

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