Il mio papà algerino

La prima volta che sono andata in Algeria è stato durante una calda estate, la famosa autostrada che collega l’est all’ovest del paese non esisteva. Dopo ore di viaggio arrivammo finalmente a destinazione.
Il sole mi batteva in faccia e il primo ad accoglierci fuori la casa fu lui, il mio caro papà algerino, rahimahullah.

Ricordo che mi abbracciò e mi chiese ‘come stai figlia mia?’, me lo chiese più di una volta, in vero stile algerino ma shaa Allah. In quel momento non capivo cosa stesse dicendo, non conoscevo nemmeno l’alfabeto arabo!
E così gli anni sono passati, e ogni volta che andavo in Algeria, l’affetto e l’amore per quell’uomo straordinario sono cresciuti sempre di più.

Non parlava molto anzi, pochissimo, sempre sorridente ma shaa Allah e ricordo che ovunque io fossi e mi girassi per guardarlo, le sue labbra erano sempre occupate con il dhikr. Tra una frase detta di tanto in tanto e una preghiera ed un’altra, non smetteva mai di ricordare Allah.

Camminava con il bastone ma non era certo una scusante per non andare in moschea ma shaa Allah o per non riuscire ad alzarsi per il fajr. Sempre sul chi va la, nel caso fosse stato chiamato l’adhan e lui non l’avesse sentito.
Una mattina, uscii con mio marito e i miei bambini, eravamo in auto, non lo avevamo visto a colazione dato che era già uscito, ma lo incontrammo in una stradina non lontano da casa. Aprii il finestrino così che potessimo salutarlo e ricordo che nel cercare di salutarlo alzai leggermente il mio niqab dato che era un pò di impiccio. Questa cosa lo infastidì e me lo rimise a posto dicendo ‘lascialo così, non lo muovere’. Ricordo perfettamente la sua espressione rahimahullah.

Era la dolcezza in persona, aveva ‘adab, amava Allah e il Messaggero sallaAllahu ‘alayhi wa sallam e odiava le bid’ah, rahimahullah. Non conosceva il francese e l’unica volta che l’ho sentito borbottare una parola in francese è stato quando, durante una delle mie prime visite in Algeria, mi voleva dire che faceva ‘caldo’, mi sorrideva come per cercare di farsi capire.

L’ultima volta che l’ho salutato è stato quando eravamo in partenza per lasciare l’Algeria. Gli diedi un bacio sulla fronte e subhanaAllah ricordo che ci fu come un ‘click’, nel mio cuore pensai che quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrei salutato. Allahul Musta’an, così è stato.

Inutile dire quanto duro sia stato perderlo ma alhamdulillah siamo in tantissimi a fare dua per lui e chiedo ad Allah di avere misericordia per lui e di dargli Jannatul Ferdaws amin! Lo so che ci sono tanti uomini straordinari in giro per il mondo ma lui era speciale, era il mio papà algerino, rahimahullah.

 

Um Muhammad Al-Mahdi
www.alghurabaa-magazine.com
Unisciti a noi !

4 pensieri riguardo “Il mio papà algerino

  • 7 marzo 2016 in 8:19
    Permalink

    Masha’a Llah sorella, è davvero toccante questa storia. Al hamduliLlah, Allah apre il cuore di chi Lo segue. Che Allah ci aiuti a trovare in ogni cosa, ma soprattutto in ciò che abbiamo riscorperto dopo esserci girati verso Lui, motivo di gioia e pace interiore. AMIN.

    Risposta
  • 28 aprile 2016 in 15:33
    Permalink

    Assalamo alaykum, che Allah abbia misericordia di lui, perdoni tutti i suoi peccati, renda la sua tomba spaziosa e piena di luce e gli doni il Jannah. Ameen

    Risposta
    • 29 aprile 2016 in 14:39
      Permalink

      wa aleikum assalem ukhti, emin!!!

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *