Laboratori d’arte formativi: di cosa si tratta?

Da oggi il Magazine di AlGhurabaa si arricchisce di una nuova rubrica dedicata ai laboratori d’arte, un’attività stimolante da proporre in casa ai propri bambini e, perché no?, anche ai grandi, non per sviluppare talento, velleità artistiche e chissà quali doti creative, ma più concretamente stimolare capacità comunicative e di problem solving. Vediamo come, con Umm Ruqayyah.

Mi sono occupata di laboratori d’arte nelle scuole per diversi anni. Non ho una formazione artistica ‘classica’ (da istituto d’arte o liceo artistico), e questo per me è stato un bene. Quello che ho sempre cercato di fare durante le attività in classe, a prescindere dal fatto che mi trovassi davanti un gruppo misto dell’asilo od una terza media, è stato sfatare il mito romantico dell’artista ispirato, e spostare l’attenzione sul processo sotteso all’opera. Perchè anche dietro al quadro più apparentemente astratto e caotico vige un procedimento preciso, fatto di ritmi, concatenazioni e sequenze. Un procedimento che ciascuno può fare suo, a prescindere dal concetto, frustrante ed abusato, di talento.

” (…) non solo il disegno è comunicazione (…) ma, relegandolo al dominio del talento e del genio, si privano i meno predisposti di uno strumento utile al ragionamento e alla visualizzazione del pensiero. Immaginiamo la situazione ribaltata: poichè un bambino non manifesta subito un talento per la scrittura, l’educatore, non vedendo in lui un potenziale Goethe, si rifiuta di insegnargli a scrivere. ” [1]

Se abbandoniamo il campo della mimesis[2] nell’arte non esiste l’errore: non vi è segno, scarto o gesto imprevisto che non possa essere inglobato, ed amorevolmente accolto, nel progetto originale. Ciò non è lontano da quanto accade nella vita, dove dobbiamo saper accogliere ciò che Allah pone sulla nostra strada, senza rifiutare quello che arriva e senza pretendere di avere il controllo su tutto.

Ed il dove si arriva dipende dal come vi si giunge. Il segreto è essere sempre presenti nel ‘qui ed ora’ e fare le cose con amore, e gratitudine. In questo modo l’arte può essere di aiuto ai nostri cuccioli ed anche a noi. Quindi care mamme e sorelle, per vivere al meglio questa avventura non preoccupatevi del risultato, che sia bello o brutto, che corrisponda o meno alle aspettative. Anzi, non fatevene proprio di aspettative. Il vostro ruolo è di fornire al vostro piccolo gli strumenti e qualche indicazione, e poi godervi lo spettacolo di vostro figlio che gioca. Che prova, esperimenta, combina e divaga, e trova poi, autonomamente, le sue soluzioni. Gloria ad Allah che ha instillato nella natura del bambino questa meravigliosa capacità!

Umm Ruqayyah
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Note:

[1] Riccardo Falcinelli, Critica portatile al visual design, pag. 147, Einaudi 2014

[2] Mimesis: il principio di imitazione della realtà, che è alla base dell’arte classica e moderna, e dell’idea dell’artista in gara con Dio (astaghfiruLlah) e con la natura nella creazione della bellezza. Ovviamente questo principio è rifiutato dall’Islam, in quanto noi riconosciamo ed accettiamo che solo Allah, subhana wa ta Ala, è al-Khalaq, Colui che crea.

2 pensieri riguardo “Laboratori d’arte formativi: di cosa si tratta?

  • 4 maggio 2016 in 11:35
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    Ma sha Allah !! Bellissimo articolo!!

    Risposta
    • 5 maggio 2016 in 13:53
      Permalink

      Jazaki Allahu khairan ukhti!

      Risposta

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