Montessori facile – L’intervista

Nel nostro viaggio all’interno della variegata realtà dell’homeschooling italiano (e non) abbiamo avuto occasione di conoscere Maria, mamma di tre bimbi da 1 a 6 anni, che educa a casa seguendo il metodo Montessori, e che ha gentilmente accettato di condividere con noi la sua esperienza e le sue riflessioni. Maria, oltre che una mamma fantastica, è  un’ottima scrittrice. Per approfondimenti potete visitare la sua pagina Facebook. Buona lettura!

Perché fai homeschooling e quale credi sia il plusvalore di questa scelta rispetto alla scuola tradizionale?

La mia esperienza a scuola è stata prevalentemente piacevole.
Sono sempre andata bene, anche se passare lunghe ore a memorizzare fatti su fatti non mi interessava per niente.
Pur studiando veramente poco ho guadagnato ottimo uscendo dalle medie, e 90/100 al liceo scientifico, impegnandomi sul serio solo in quinta.
Avevo però avuto modo di osservare le difficoltà che invece viveva mia sorella, una bambina artistica e originale.
La sua vita scolastica è stata un inferno, per lei e per mia madre.
Molto prima di avere figli avevo stabilito che, quando e se fossero arrivati, li avrei mandati ad una scuola privata in cui, credevo, gli insegnanti sarebbero stati meno protetti, come invece sono quelli della scuola pubblica, e quindi meno propensi a trattare male i bambini.
La scelta di fare homeschooling è arrivata per caso.
Il mio più grande aveva quattro anni, e, per pura curiosità, mi sono imbattuta su internet nell’orario settimanale della scuola elementare in cui pensavo di mandarlo: l’orario, tra lezioni e attività extra, prevedeva che i bambini stessero a scuola 40 ore!
Anche scegliendo di non fare le attività extra, Nathan avrebbe dovuto pranzare alla mensa tutti i giorni, il che mi dava fastidio per due motivi:
1) a sei anni era troppo piccolo per perdere metà dei suoi pasti in famiglia
2) le sue allergie avrebbero reso praticamente impossibile qualsiasi cosa avessero servito alla mensa.

Giusto per essere meticolosa al 100% ho provato a vedere se per caso l’Homeschooling era possibile (ma non ci speravo): sorpresa delle sorprese era possibile, era legale, e la mia scelta si è fatta da sola.

Fortunatamente mio marito si è trovato subito in accordo, e non abbiamo mai più guardato indietro.
Inizialmente quello che mi ha guidato vero l’istruzione parentale è stata la paura: delle maestre, del ritmo frenetico, dell’assenza di guida nelle interazioni sociali fra i bambini…
Col tempo le mie motivazioni sono cambiate.
Lo studio mi ha portato a vedere che l’istruzione è molto più vera ed efficace e utile se è guidata dall’interesse del bambino, e non da un programma standard, o dalla coercizione (i voti).
Sia che un bambino “vada bene” o “vada male” a scuola, gli effetti di questi “ruoli” in cui vengono inseriti li accompagnano tutta la vita.

Quante persone sono fermamente convinte di non avere una mente matematica, o di non essere artistici, o di non saper scrivere?
La realtà è che probabilmente sono stati esposti a queste cose in un momento in cui non erano pronti e ricettivi, e sono stati costretti a studiare argomenti che non li interessavano, togliendo tempo allo studio delle cose che volevano invece esplorare, e rendendo le materie obbligate un oggetto di odio.

Uno dei numerosi aspetti positivi del fare a casa è la possibilità, il tempo e la tranquillità che il bambino ha di dedicarsi agli argomenti che lo appassionano, secondo le modalità che lo appassionano: in questo modo il bambino non collega l’educazione alla noia e alla costrizione, e impara molto di più e meglio.

Quali sono gli aspetti del metodo Montessori che ti hanno convinta ad adottarlo come guida per il lavoro a casa con i bambini?

Il Metodo Montessori è un metodo scientifico che poggia sulle osservazioni che Maria Montessori ha fatto relativamente a come i bambini imparano.
E’ quindi una cosa molto concreta, non è una pedagogia inventata a cui i bambini si devono adattare: Montessori parte dai bambini e si adatta ai bambini.
Il motto stesso di Montessori, segui il bambino, rende possibile utilizzare Montessori senza uno solo dei cosiddetti “Materiali Montessori”.
Non è la Scala Rosa, o le Lettere Smerigliate che fanno Montessori: è la libertà che il bambino ha, in un ambiente alla sua portata, di costruire la propria mente secondo gli stimoli che la mente stessa gli dà.
Cioè non sono io insegnante che devo impiantare delle nozioni nella mente del bambino, ma il mio compito è di assisterlo in una cosa che appartiene a lui: la propria educazione.

Come organizzi le vostre giornate e relative sessioni di lavoro?

Il primo anno abbiamo dedicato circa due ore il martedì e due il venerdì all’interno del nostro ambiente preparato.
Ora rinchiudermi per due ore con i due più grandi è più difficile perchè la piccola non è più così tanto piccola, e ci viene a cercare, di fatto interrompendo il lavoro.
Ora mi sto muovendo verso una struttura meno fissa, ma più ampia.
Diciamo che sto rendendo tutta la nostra vita una grandissima sessione di lavoro, anche perchè ho notato che i bambini sono più propensi a lavorare se è con uno scopo, o in un ambiente meno isolato rispetto a quando siamo in “classe”.

Ad esempio Nathan ha deciso di dedicarsi a diventare indipendente con lettura e scrittura per poter ricercare le cose che lo interessano su Google senza dovere sempre aspettare che qualcuno possa scrivere la ricerca per lui. Oppure Sandy passa le ore a travasare acqua o sabbia, ma in giardino, o mentre “lava i piatti”.
Non è detto che continueremo così: a seconda di come cambieranno bisogni e interessi cambieremo anche metodi di lavoro. Seguiamo i bambini : )

Quale percorso formativo stai affrontando?

Attualmente sto seguendo un corso online di Montessori 3/6.
Quando avrò finito questo credo che partirò con un corso sempre online 6/12 per poter assistere al meglio Nathan che oramai sta uscendo dal primo piano di sviluppo.

Come è cambiata la tua idea di apprendimento e di insegnamento nel corso del tempo, e che trasformazioni hai notato nei tuoi bambini?

Direi che il punto essenziale in cui sono cambiate le mie idee di apprendimento e insegnamento è che queste cose sono personali e non standardizzabili. Apprendere secondo la propria indole e secondo i propri interessi e scopi è un diritto dei bambini che noi adulti non possiamo negare loro. Noi adulti dobbiamo, se vogliamo che i bambini diventino indipendenti, equilibrati e responsabili, smettere di imporre loro un programma, e decidere per loro cosa sia più o meno importante sapere.
L’istruzione scolastica è una illusione: ci dicono che mandando a scuola i bambini verranno resi abili alla vita, ma oggi più che mai è evidente che questo sistema non funziona, e che delegando l’educazione dei nostri figli alla scuola stiamo facendo loro un grosso disservizio.
Non posso dire di aver assistito a grandi trasformazioni nei miei figli per il semplice fatto che non hanno mai varcato la soglia di una scuola, e quindi non ho temini di paragone!
Sono però bambini molto abili, perchè permetto loro di provare a fare quasi tutto.
Skye (20 mesi) sale e scende le scale da sola, mangia e beve da sola da bicchiere.
Sia Sandy (3,5) che Nathan (6) sanno vestirsi completamente da soli (anche se non sempre vogliono farlo, ma questo è un altro discorso), mangiano in maniera indipendente incluso il tagliare (a parte le cose più dure tipo la carne), si versano da soli l’acqua senza combinare (troppi) disastri.
A tavola mangiano con noi, e molte volte parenti e amici si sono complimentati per come sono educati e indipendenti a tavola.
Sono piccole soddisfazioni, ma soprattutto sono conferme del fatto che tutto questo duro lavoro sta dando i suoi frutti!

Intervista a Maria di Montessori Facile
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di Umm Ruqayyah
www.alghurabaa-magazine.com
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2 pensieri riguardo “Montessori facile – L’intervista

  • 5 maggio 2016 in 9:29
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    Masha’a Llah, mi sembra molto stimolante, soprattutto, almeno per me personalmente, la capacità di Maria di uscire dal dogmatismo.. è davvero incredibile come riusciamo sempre a trasformare ogni metodologia, anche la più innovativa, creativa, sensibile, in qualcosa di rigido e fisso. Subhanallah, noi con la nostra scuola a casa, abbiamo approcci molto misti.. a volte programmiamo di più (ma dipende anche dal tipo di bambino: alcuni, hanno bisogno di più direttive), a volte lasciamo le cose fluire da sole.
    Devo dire che quello che sento di avere un po’ imparato in questi anni, è il lasciarmi andare, a cogliere gli stimoli che vengono dai bambini.. a volte ho in mente qualcosa, oppure sto cercando di farmi venire disperatamente in mente un’idea, ed ecco che uno di loro magari mi dice “facciamo questo?” oppure “perché non proviamo quest’altro?” e da lì.. zac! ci viene insieme l’ispirazione.. soprattutto quando riusciamo a fare qualcosa che coinvolga tutti (bambini dai 15 mesi ai 10 anni !!!) è il momento migliore, masha’a Llah.
    Per esempio l’altro giorno, il più grande stava studiando i solidi (geometria), allora la bimba di 7 anni si è messa col babbo a fare un cubo con stuzzicadenti e pasta (farina e acqua) che usiamo per il chapati. Allora tutti gli altri volevano toccare e manipolare la pasta.. iluminazione: senza pensarci troppo, subhnallah, ho preso un po’ di pasta (ne abbiamo sempre pronta in frigo), li ho messi attorno a un tavolino (due di 5 anni, due di 3 e il piccolino di 15 mesi) a fare formine, biscotti, pizzette, a ritagliare e arrotolare la pasta con la farina.. masha’a Llah sono andati avanti un pezzo ed erano tranquilli…. il piccolino ogni tanto la mangiava, ma poi la sputava quasi da solo…al hamdulillah!
    Poi volevano cucinare tutto in forno, ma non era proponibile (cmq di solito lo fanno, quando prepariamo biscottini, pizza o altro).
    Un consiglio insha’a Llah e che Allah mi perdoni se sbaglio, per noi mamme e papà, soprattutto musulmani: a volte (io di sicuro troppo spesso) vogliamo controllare, programmare tutto… dobbiamo invece imparare a lasciarci andare, soprattutto pensando che tutto è nelle mani di ALlah, noi siamo solo strumenti… respirare, contare fino a 10, quando ci pare di scoppiare perché le situazioni ci scivolano via… fare tanto dhikr e du’a, insegnarli anche ai piccini, che imparano tutto velocemente, insha’a Llah, non nascondere che siamo anche un po’ in difficoltà, ma anzi, cogliere questi momenti per insegnare loro, mostrandoglielo, come si fa, quando le cose sono difficili: chiedere aiuto ad ALlah ta’ala, a Lui solo. AMIN.
    jazaki Llahu khair,
    Umm Hamid

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    • 5 maggio 2016 in 11:11
      Permalink

      As-Salamu aleikom wa rahmatuLlahi wa barakatuHu ukhti ma sha Allah, hai proprio ragione…anche io mi rendo conto che spesso il maggior errore con i bambini è crearsi delle aspettative troppo rigide, riferite a canoni magari avulsi dal proprio contesto, entrare nella spirale delle ansie/giudizi/autogiudizi (sempre troppo severi) creando così un filtro che ci impedisce di osservare veramente i nostri bimbi, di essere presenti col cuore e con la mente nel ‘qui ed ora’, di cogliere prontamente le suggestioni e gli stimoli che ci vengono direttamente da loro. Io credo che rendersi conto della nostra smania di controllare tutto sia già un grande passo avanti per un’inversione di rotta fondamentale. Questo ci fa bene come credenti in primis, e come genitori. Solo se riusciamo a fare un passo indietro, lasciando ad Allah il controllo ed offrendo semplicemente la nostra collaborazione (che poi è tutt’altro che fare nulla!!) possiamo vivere la genitorialità come un grandissimo viaggio di trasformazione, di noi stessi e dei piccoli che accompagniamo su questi sentieri…finchè pensiamo, come dice giustamente Maria, di dover meramente ‘impiantare delle nozioni’ su un terreno neutro, e non cogliamo che senza un’evoluzione ed un adattarci reciproco non vi è crescita nè educazione, ci sfuggirà sempre il vero senso e la saggezza della genitorialità. Una saggezza che è voluta da Allah, Colui che è al Hakim, il Saggio, che ha posto in questa esperienza un’infinità di risorse preziose per l’individuo. Mi dispiace per tutte coloro che svalutano questo ruolo, relegandogli degli spazi marginali della propria vita,dando priorità alla propria carriera come unico mezzo di affermazione di sé e credendo che una mamma che sceglie di stare a casa con i propri piccoli sia una donna incompiuta… E qui si aprirebbe il capitolo amplissimo della vera femminilità per come è intesa nell’Islam, e che è brillantemente trattato in molti post di questo Magazine ma sha Allah!
      Jazaki Allahu khairan ukhti per la tua condivisione, e che Allah benedica te e la tua bellissima famiglia!!

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