Ricette di Ramadan: Shorba di Algeri all’italiana

La variante constantinoise (di Constantine nell’Algeria dell’est) della shorba frik non è una ricetta facile, perché la maestria sta nel saper dare il giusto gusto, la giusta densità e il giusto colore alla salsa, senza aggiunte di spezie che non siano un po’ di cipolla e una spruzzata di pepe nero da aggiungere sulla carne a inizio cottura. Quel determinato sapore e quella determinata consistenza devono essere raggiunti aiutandosi solo con l’aroma della carne, il pomodoro e il frik. Nient’altro!

Devo ammettere che i miei primi tentativi di shorba constantinoise sono stati disastrosi. Per le grandi occasioni sfaggiavo quindi una ricetta comunque gustosa, ma sicuramente più sicura: la shorba di Algeri, versione italianizzata.
Vi spiego di cosa si tratta.

Shorba di Algeri


Ingredienti:

– 2 cipolle tritate
– 1 cucchiaio di olio di oliva

– 250 gr spezzatino di montone, vitello o pollo
– 2 pomodori freschi pelati e tagliati a tocchetti
– sale fino e pepe nero q.b.

– 3 litri di acqua o anche più
– 2 carote
– 2 patate
– 2 zucchine

– 2 cucchiai di concentrato di pomodoro

– sale grosso q.b.
– 4/5 cucchiai di frik (grano spezzato)
– un mazzetto di coriandolo

Procedimento:

Dorare le cipolle tritate nell’olio, aggiungere sale fino e pepe nero quanto basta e poi aggiungere la carne e farla rosolare a fuoco basso. Aggiungere i pomodori freschi pelati e poi aggiungere l’acqua e, rispettando i tempi di cottura, inserire prima le carote a tocchetti, poi le patate, sempre a tocchetti e alla fine le zucchine.
Quando le verdure sono cotte, asportarle dal pentolone, passarle con il minipimer e poi reinserire la passata nel pentolone.
A questo punto è possibile aggiungere il sale grosso a seconda della quantità di shorba rimasta, inserire i cucchiai di frick e continuare a cuocere, mescolando, ancora per un quarto d’ora circa.
Questa zuppa non deve essere troppo densa, ma piuttosto liquida. Se alla fine vedi che l’acqua si è ritirata troppo, puoi sempre aggiungerne altra facendo ovviamente attenzione alla sapidità.

La shorba è pronta e si serve con sopra una spruzzata di coriandolo ed eventualmente, se piace, un po’ di succo di limone.

Nella mia personale versione all’italiana, per praticità, divido in due pentole diverse la carne dalle verdure, e riunisco le parti fasi solo dopo aver passato le verdure con il minipimer.
Certo una soluzione molto più sbrigativa, ma anche – forse – meno saporita, anche se per me viene comunque un ottimo piatto davvero completo, molto utile per reintegrare i liquidi, i sali minerali e le proteine.

Nelle tavole imbandite algerine è il piatto con cui si inizia la cena. Seguono altre pietanze come burek, tagin di carne e insalate varie. Per noi è spesso un piatto unico, a cui facciamo seguire generalmente solo la frutta e solo di tanto in tanto qualche snack più o meno tipico, ma anche no.

Umm Zuhur
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4 pensieri riguardo “Ricette di Ramadan: Shorba di Algeri all’italiana

  • 10 maggio 2016 in 11:52
    Permalink

    assalamu alaikum ukhti,

    ma shaa Allah! Ovviamente, come tutte noi )) , ho la mia variante. Io non uso patate ma il sedano e la faccio sempre vegetariana. Magari potresti levare i pezzi di carne prima di passare le verdure e poi rimetterli nella pentola una volta che l’operazione (che parolone!) e’ terminata. Ovviamente il mio e’ solo un consiglio dato che la carne non la metto proprio ))

    Jazakillahu khayran per aver condiviso

    Risposta
  • 11 maggio 2016 in 5:58
    Permalink

    wa aleikum assalem wa rahmatullahi wa baraketuhu, sinceramente anch’io preferisco senza carne, quindi di tanto in tanto la faccio anch’io senza, ma per mio marito la “shorba” è quella con la carne, le altre sono… passati di verdura.
    Si, il metodo algerino è quello, togliere la carne e poi rimetterla, ma per me è… troppo faticoso!! (non mi algerinizzerò mai hhhh).
    Wa jazeki khairan!

    Risposta
  • 18 maggio 2016 in 14:05
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    Masha’a Llah, che voglia di provarla, io adoro le zuppe. Mi devo ricordare di passarvi alcune ricette di piatti tipici del tempo del Profeta salla Allahu ‘alayhi wa sallam, tra cui una minestra da mangiare col pane: noi l’abbiamo provata un paio di volte, usando il “chapati”.
    Umm Hamid

    Risposta
    • 19 maggio 2016 in 17:43
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      Ma dai!Mashallah! Curiosissima )))
      Jazekillahu khaira!

      Risposta

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