Ricordi di Ramadan

2006 – Non lo sa nessuno, ma ho creduto. Mi sono sottomessa al mio Creatore. A dire il vero ancora non lo so neanch’io, ma per quale altro motivo vorrei digiunare questo Ramadan? Ai miei studenti musulmani alla scuola di inglese per stranieri non dico niente. Uno arriva in ritardo e mi dice con un tono lagnoso ed esageratamente sofferente: “Teacher, teacher… you know… sawm!”.Dentro di me sbotto: “Ma dai!!! Sii uomo! Io non sono nemmeno musulmana e sto digiunando e sono qui – in orario – a lavorare!” ma non dico niente. Le mie amiche lo sanno, ma ne parliamo solo se inizio io il discorso. Mi stanno dando spazio di esplorare da me. Sono tutte musulmane. Non che me le sia cercate così. L’ho scoperto molto dopo averle conosciute. La loro religione non salta all’occhio. Ma è Ramadan e questo le riporta alla religione. Alla fine della prima giornata di digiuno della mia vita, ci incontriamo tutte in un caffé alle 7.30 per rompere il digiuno insieme. Ci sono io, una Nigeriana, una Malese, una Francese di origine nordafricana… sembriamo una di quelle belle immagini pubblicitarie di una famosa casa di moda italiana, con i bambini di tutti i colori. Bevo quel bicchiere d’acqua ed è la cosa più fantastica e indescrivibile che abbia mai assaggiato. Dopo quel giorno, ho fatto tutti i digiuni del mese fino alle 7.30. Non avevo nemmeno pensato che i digiuni finiscono al tramonto e in settembre le giornate si accorciano!… Guidami Allah! Sono confusa, non ci capisco niente! Guidami alla verità ovunque essa sia!

 
2007 – È il mio primo Ramadan da Musulmana, alhamdulillah. Sono eccitatissima e non voglio lasciare che una “piccolezza” come la gravidanza mi intralci nel mio digiuno. Siamo sposati da 7 mesi, in attesa da 3. Prendo le mie vitamine con il suhur e sto molto attenta a mangiare i cibi giusti all’iftar. Mi preoccupo un po’ che – in questo speciale periodo dell’anno – mio marito senta la mancanza della sua famiglia e delle usanze e tradizioni della sua terra. Ma lui mi rassicura. Non sono poi cose così importanti. Non quando la tua nuova famiglia è qui: tutta concentrata in un’unica persona, nel nostro piccolo appartamento. Non in questo speciale periodo dell’anno, in cui le priorità sono altre. Allah accresci il mio sapere! … quante cose non capisco ancora…
 
2011 – Alhamdulillah, è Ramadan e siamo in 4. Il mio piccolo di 2 mesi si sveglia regolarmente per mangiare mentre prego witr. Tempismo perfetto. Il Paese di mio marito è in fermento, e non si tratta di un fermento benefico. Si combatte l’ingiustizia con l’ingiustizia. Sua sorella una sera gli dice, “Dopo aver pregato di notte resto vestita con l’abaya e il jilbab, nel caso dovessimo scappare…” questa frase mi resta incollata in mente. Ci penso tantissimo, specialmente quando metto a letto i miei bambini con la solita sensazione di sicurezza. Allah rendici in grado di apprezzare ogni giorno i Tuoi doni!
 
2014 – Ramadan è arrivato. Non vedevo l’ora. Ho bisogno d’aiuto. Solo Allah può aiutarmi. Due mesi fa siamo andati con i bambini all’ecografia ma il suo cuoricino si era fermato. Come disse il Profeta (salla Allah ‘alayhi wa sallam), la pazienza si vede al momento in cui la calamità colpisce e, alhamdulillah, Allah ci ha benedetto con la pazienza. Ma la pazienza è al tempo stesso uno scatto e una maratona: richiede un riflesso istantaneo ma anche resistenza. È Ramadan ed è qui che sto fallendo. Ogni giorno vorrei essere felice, vorrei spremere fino all’ultima goccia questo mese preziosissimo che potrei non rivedere mai più. Invece il mio dolore non mi lascia in pace. Ogni giorno mi sembra di annegare. Allah aiutami ad affidarmi a Te, solo a Te e a nient’altro!
 
2015 – Oggi è il primo giorno di Ramadan e due giorni fa l’ecografia morfologica ha mostrato che questo bambino è vivo. Quanto ho pregato e pianto lo scorso Ramadan, ed ora eccomi qui con il pancione. Allah ha aspettato il momento giusto per farci questo dono. Allah dona, ci benedice con una prova, ce la fa superare e poi dona di nuovo. Quindi in pratica dona sempre. Subhanallah. Mancano pochi minuti a maghreb e mi preparo il frullato di frutta e spinaci (gli spinaci non si sentono, davvero!) per rompere il digiuno. Mio marito viene in cucina, “ce l’hai fatta masha’Allah!” Ho completato un digiuno senza problemi. Non è nemmeno stato difficile. È come se qualcuno avesse “spento” in me i sintomi e gli effetti della gravidanza! Allahu akbar ero così preoccupata di dover rinunciare, di dover fare un Ramadan senza digiuno… Allahu Akbar, il primo è fatto. Siamo entrambi sorpresi e riconoscenti. Mi sembra di avere raggiunto una vetta senza una goccia di sudore. È maghreb e la misericordia di Allah è così tangibile che mi viene da piangere. Vai di frullato. Allah proteggi questa famiglia e facci trarre beneficio da questo mese stupendo!

Anisa Umm Yusef
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Un pensiero riguardo “Ricordi di Ramadan

  • 20 maggio 2016 in 6:41
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    Al hamduliLlah sorella Umm Yusef, che emozione leggere questa tua rassegna.. subhnallah sono tante le prove ma anche le ricompense, insha’a Llah. E come ricordi tu, ci sono nostri fratelli e sorelle che sono sottoposti a livello collettivo, oltre che personale, a prove molto dure. Al hamduliLlah, facciamo tanti du’a per loro e noi, e come musulmane restiamo consapevoli sul fatto che il nostro Creatore non ci sottopone mai a un peso più grande di ciò che possiamo sopportare. AMIN
    Fi amani Llah,
    Umm Hamid

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