Il Marocco e Laura Najma

Questa è un intervista che è stata fatta alla sorella Laura Najma. Non la conosciamo di persona ma la sua testimonianza ha toccato il nostro cuore!

Ciao Laura, grazie per averci concesso quest’intervista.

E’ un piacere, grazie a voi!

Ci racconti un po’ di te e dei motivi che vi hanno portato a trasferirvi in Marocco, la terra d’origine di tuo marito?

Ho 38 anni, sono una persona riservata…alcune volte persino un pochino antipatica perchè non mi piace molto stare per troppo tempo in mezzo a confusione e gente…un pochino noiosa perchè non seguo moda o tendenze…non mi sono mai piaciute…mi piace “pasticciare” in cucina, lavorare a maglia, disegnare e cucire…adoro leggere e fare fotografie…e ho uno smisurato amore per l’Africa..Amore che è iniziato quando avevo l’età di dodici anni e ho conosciuto due bambine della Tanzania che erano nello stesso mio collegio. La mia testa ha iniziato ad essere piena di treccine e avevo un piccolo quaderno dove scrivevo alcune parole in Swahili…Da lì la mia passione è aumentata, ha influenzato i miei studi, le mie letture e, inevitabilmente, anche la mia visione della vita e del Mondo. La decisione di trasferirci in Marocco è stata meditata per parecchio tempo…poi siamo arrivati ad un punto della nostra vita come famiglia in cui abbiamo capito che era tempo di fare il “grande passo”.

Di cosa ti occupavi in Italia, prima dello spostamento?

Appena laureata, ho lavorato come Customer Service per una grande multinazionale italiana. Lavoro che mi piaceva ma che richiedeva una flessibilità e disponibilità di tempo che erano inconciliabili con il mio desiderio di diventare mamma…Così non appena la famiglia si è allargata ho lasciato il lavoro per dedicarmi completamente alla famiglia.

Sei l’autrice del blog “Shams-Assabah”, quand’è che hai cominciato a scriverlo e qual’è il motivo principale che ti ha spinta a farlo?

Ho iniziato a scrivere il blog poco più di un anno fa. Non è il mio primo blog…ma gli altri non esistono più perché, in un momento un po’ difficile della mia vita, li ho cancellati….Questo è nato come una specie di nuovo inizio per me…è un piccolo angolo in cui ci sono ritagli delle mie giornate…momenti che per me hanno un significato. Niente di più.

Il blog ti ha aiutato a fare delle nuove amicizie?

Oh sì! E non lo avrei mai pensato….sono amicizie sparse un po’ ovunque, che mi fanno sentire una cittadina del mondo. E’ bello pensare che c’è qualcuno che può avere un pensiero gentile per te, anche se non ci si è mai visti di persona.

I tuoi bambini come hanno vissuto lo spostamento? Si sono adattati con facilità?

Abbiamo cercato di trasmettere ai nostri figli che “casa” vuol dire stare bene e in pace con se stessi…che “casa” vuol dire “famiglia” e che dovunque siamo noi, siamo a casa. Poi, abbiamo cercato anche di dare loro insegnamenti “aperti”, non a senso unico…non solo perchè io e mio marito proveniamo da due realtà diverse…ma proprio perchè crediamo in questi valori. Premesso questo, devo dire che comunque miei figli mi hanno insegnato moltissimo. Perchè, nel momento in cui ci siamo trasferiti qui, non era più solo teoria. Si è trattato di immergersi in tradizioni diverse, di iniziare a esprimersi in una lingua differente da quella che si è sempre utilizzata…si è trattato di cambiare alcune abitudini e ritmi. E io sono molto orgogliosa di loro perchè non avrei mai immaginato tutta la naturalezza e semplicità che avrebbero avuto nell’affrontare una serie di cambiamenti. Certo, alcune volte mancano alcune cose della nostra vecchia vita…ma se ci concentriamo su tutto quello di buono che abbiamo qui gli attimi di nostalgia per questo o quello sono veramente pochi.

Paese che vai, usanze che trovi: c’è un’abitudine locale che ti ha maggiormente colpita?

Ce ne sono moltissime a dire il vero. La prima che mi viene in mente è l’usanza che hanno le donne di farsi dei bellissimi tatuaggi con l’hennè prima di ogni occasione speciale. Alcuni disegni sono delle vere e proprie opere d’arte…che durano però solo una decina di giorni.

Le tre cose che più ti piacciono della tua nuova vita…

La primissima è il contatto stretto stretto con la natura, soprattutto da quando abbiamo la piccola fattoria. Non riuscirei più a vivere senza essere circondata da tutta questa vita. Poi….il cielo. Nella casa dove abitiamo, tutt’intorno ci sono campagna e cielo. Lo sguardo può spaziare e i pensieri sono liberi di andare…E poi c’è il mercato. Mi piace un sacco andare al mercato, anche solo per curiosare…Mi piacciono i colori, i profumi, le voci della gente mentre cerco di capire cosa si dice…mi piace la semplicità di alcuni gesti….mi piace vedere i miei figli che si muovono sicuri in questa loro nuova casa.

Com’è una tua giornata tipo?

Per me e mio marito, la giornata inizia quando il nostro gallo inizia a cantare…questo è un altro grande cambiamento: niente più sveglia! Colazione ai gatti, al nostro cane Kira, a Ciuchina e poi alla stalla per controllare le pecore e le mucche…infine al pollaio. Poi rientriamo in casa, facciamo colazione noi…e poi sveglio Layla e Ismail. Mentre loro fanno colazione e mio marito organizza i lavori “di campagna”, io preparo il pane e organizzo pranzo e cena…Poi è il momento della nostra scuolina: da quattro anni oramai facciamo homeschooling e molto tempo della giornata ci vede impegnati in mille attività, che non sono solo sui libri, ma anche all’aria aperta, i bambini partecipano volentieri ai lavori in fattoria così aiutandoci con piccoli compiti, imparano moltissime cose che potranno loro essere utili…Il tempo dopo pranzo è il momento della lettura per i miei figli, del riposo per mio marito e io mi rilasso facendo quello che più mi piace…che può essere scrivere una e-mail, continuare il lavoro a maglia del momento, cucire qualcosa di creativo o leggere un buon libro…Il pomeriggio è una specie di “copia” della mattina: ci sono lavori da fare, cose da imparare, un pasto da preparare…e poi arriva la sera. Momento della giornata che adoro perché il ritmo rallenta e c’è tempo per stare tutti insieme. Questa è la giornata classica…poi però ci sono quei giorni in cui si va in città per fare acquisti..oppure si va al mare…e questi sono giorni speciali perché vuoli dire che molto lavoro in fattoria è stato già fatto e si può dedicare il tempo ad altro.

Qual’è il piatto tipico locale che più ti piace cucinare?

In assoluto, una zuppa che si chiama Harira. Io adoro le zuppe e le minestre in generale…ma questa occupa il primo posto nella mia “classifica”. Ma sto imparando a cucinare un po’ di tutto…mi diverte e se il risultato è buono, sono anche molto soddisfatta!

Basandoti sulla tua esperienza di mamma, ti senti di dare qualche consiglio alle donne che stanno per affrontare un trasferimento in un Paese straniero con i loro bambini?

E’ sempre delicato dare consigli…quello che è servito a me, può non essere utile per altre donne…non siamo tutte uguali. Ma penso che sia molto importante la serenità. I bambini sono molto ricettivi…sono come spugne quando si tratta degli umori dei genitori e soprattutto della mamma. Se una madre riesce a dimostrarsi serena, anche quando nella testa ci sono mille e più dubbi, anche quando il cuore è in subbuglio, i bambini ne risentiranno in positivo. Ovvio che non sempre è facile, lo so. Ma vale la pena provare, no?

www.alghurabaa-magazine.com

Fonte: expat-blog.com

2 pensieri riguardo “Il Marocco e Laura Najma

  • 23 giugno 2016 in 10:37
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    Al hamdulillah, jazaki Llahu khair per aver condiviso questa esperienza positiva.
    Ma il blog qual è? Non riesco a trovarlo, subhanallah.
    Umm Hamid

    Risposta
    • 23 giugno 2016 in 17:09
      Permalink

      Sì ukhti, era quello linkato, ma evidentemente lo hanno chiuso.
      Anche il blog della sorella non c’è più e mi dispiace moltissimo, doveva essere davvero bello mashaAllah! Racconta un’esperienza davvero particolare sotto molti punti di vista ))).

      Risposta

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