Solo a Ramadan succede che…

È finito un altro Ramadan. O forse non ancora: tutti i musulmani stanno aspettando la sera per sapere, dall’Indonesia o dall’Arabia, se domani sarà davvero l’Aid oppure no, se Allah ci regalerà un altro giorno di questo mese benedetto. In fondo, tutti noi lasciamo Ramadan con un po’ di tristezza. Questo periodo dell’anno porta nei nostri cuori e nelle nostre vite solo del bene e, finché rimane, l’animo della ummah è tranquillo e sereno. Quando arriva, i musulmani esultano, la notte quando pregano dimenticano la dunya.

È sorprendente, no? Musulmani che durante l’anno non riescono a leggere una pagina di Qur’an se non una volta al mese, ogni tanto, presi come sono dal tran tran quotidiano, dagli impegni e da tutto ciò che questa vita comporta e che durante Ramadan prendono in mano il Mushaf e finiscono ciò che si erano promessi di finire. E iniziano a leggere, leggere e quando si fermano si rendono conto che hanno finito, hanno letto tutto il libro di Allah e le parole sono scivolate dalle loro lingue e sono rimaste nei loro cuori portando con sé montagne di hasanat e si sono fermati esausti ma felici, con il mal di gola magari, ma con il cuore lavato e deterso dalla parola del Misericordioso.
Musulmani che durante l’anno fanno peccati, dimenticano Allah, magari neppure pregano, all’improvviso con l’arrivo di Ramadan sentono il rimorso e corrono in moschea di notte, in prima fila, e si tengono dritti in preghiera con fede e sperando nella ricompensa e nel perdono di Allah. Musulmani che durante l’anno sono altre persone, vivono come se non avessero una religione e a Ramadan stanno pentiti in qiyam alle due, alle tre di notte, mentre tutti dormono, leggono la parola di Allah e le lacrime colano, non sanno trattenersi. Quanti ce ne sono?

Ramadan, in un certo senso, fa magie. Miracoli che ovviamente non sono opera del mese in sé ma dipendono dalla barakah, dalla benedizione, che, in questo mese, Allah fa scendere su coloro che Lo amano davvero. Ci sono cose che succedono solo in questo momento dell’anno.

Quando incontriamo un versetto in cui c’è una prosternazione e facciamo il sujud, Shaytan si allontana e piange. “A me è stato ordinato di prosternarmi, non l’ho fatto e per questo avrò l’Inferno; al figlio di Adamo è stato ordinato di prosternarsi, l’ha fatto e per questo avrà il Paradiso.” Lacrime non di pentimento, perché lui a differenza di tantissimi musulmani che in questo mese si allontanano dai peccati, piangono e rimpiangono ciò che hanno fatto chiedendo perdono ad Allah, è orgoglioso e non farà mai ciò che gli è stato ordinato. Durante Ramadan chi era sviato può tornare sulla retta via, chi si era allontanato si rende conto dei suoi errori, chi era già sulla buona strada va avanti e accelera la sua corsa verso il Jannah.

L’ultimo appello è di non far sì che la barakah di Ramadan finisca il giorno dell’Aid, ma che continui… continui con le nostre opere di bene e con ciò che faremo in shaa Allah tutti i giorni per avvicinarci al nostro Creatore e Padrone… e chiediamo ad Allah che il nostro digiuno sia accettato.
Tra qualche ora forse Ramadan finirà, o forse continuerà ancora per poco.
Passiamo queste ultime ore nell’adorazione di Allah, forse non si ripresenterà mai più un Ramadan nella nostra vita…

Umm Sumeyya
www.alghurabaa-magazine.com

2 pensieri riguardo “Solo a Ramadan succede che…

  • 5 luglio 2016 in 19:44
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    Jazaki Llahu khair, sorella umm Sumeyya, al ahmudilillah, che Allah ta’ala accetti lo sforzo delle nostre figlie e i nostri, e ci aiuti a imparare dai più piccoli, questi nostri bimbi che masha’a Llah in queste ultime notti hanno fatto ogn sforzo per rimanere svegli a cercare Laylatul Qadr. Che Allah accetti questo nostro digiuno e benedica queste ultime ore rimaste, AMin
    umm Hamid

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