Riflessioni di una sorella da Mecca: il giorno in cui non ci sarà altra ombra…

Ora che Ramadan è finito e ritorniamo alla nostra quotidianeità, con la stanchezza e il caldo di questo luglio, non dobbiamo smettere di ricordare ciò che abbiamo imparato durante questo mese…
Una sorella da Makkah, in una mail, racconta la sua esperienza e le sue riflessioni su ciò che ha vissuto durante questo Ramadan in Arabia, con il clima torrido e la folla accalcata della Santa Moschea durante la khutbah di un venerdì. Buona lettura…

…Permettimi di condividere con te un momento di meditazione che ho avuto un venerdì del mese di Ramadan a mezzogiorno…
Era Jumu’a. Un’immensa grazia essere a Makkah in quel giorno!
Immagina…
45 gradi fuori…!
Arriviamo davanti alle porte della moschea ma sono chiuse, alcune guardie ci vietano il passaggio.

La moschea è talmente piena che nessuno può più entrare, allora iniziamo a cercare un posto in cui sedersi e ascoltare l’Imam fuori sul piazzale. Ci sono migliaia e migliaia di fedeli fuori… fa così caldo. Tutti soffocano e cercano anche solo un quadrato d’ombra per proteggersi poiché il sole batte, batte, batte.

So bene che gli animi si scaldano, vedo degli uomini che si accalcano sotto un ponticello, che si nascondono persino in luoghi concepiti per le valige! Per un angolo d’ombra ci si spintonerebbe quasi, ho visto dei fratelli stanchi rifiutare di muoversi di qualche centimetro, e io stessa, che Allah mi perdoni, temevo che qualcuno mi cacciasse da questo piccolo posto che avevo trovato. Io, l’europea, pensavo solo: “Ombra, ombra, ombra…”.

Immagina…
Uomini che non lasciano il loro posto nemmeno alle donne, bambini che piangono, mamme sfinite.
Si ascolta difficilmente la khutba…
E qui mi dico, subhanaLlah, il mio animo si scalda mentre è Ramadan e siamo a Mecca di venerdì! E tante persone sono nervose: vogliono ascoltare l’Imam, ma tutte vogliono preservare il loro angolino al fresco, talmente temono il calore attorno a loro.

E’ durata meno di un’ora, ma subhanaLlah è stata dura.

Sorella mia… Che dire di un giorno che durerà 50.000 anni, in cui tutti saranno svestiti, a piedi nudi… che dire di un giorno in cui il sole si avvicinerà alle creature a tal punto che alcuni nuoteranno nel loro sudore? Che dire? Possiamo anche solo immaginarlo davvero?

SubhanaLlah sorella mia, fino a questo momento non mi ero resa conto di quanto fosse vero.
No, non mi ero resa conto fino a che punto dobbiamo implorare il nostro Signore affinché ci accolga tra coloro che saranno sotto la Sua ombra il giorno in cui non ci sarà altra ombra se non la Sua.

Il giorno in cui non ci sarà altra ombra se non la Sua!
Il giorno in cui non ci sarà altra ombra se non la Sua!

Che Allah ci includa tra coloro che si pentono, tra i riconoscenti, che ci abbia in misericordia e perdoni tutta la comunità di Muhammad ﷺ.

Tua sorella che ti ama in Allah.

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Redazione
www.alghurabaa-magazine.com

4 pensieri riguardo “Riflessioni di una sorella da Mecca: il giorno in cui non ci sarà altra ombra…

  • 10 luglio 2016 in 21:59
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    Subhanallah, jazaki Llahu khair, sorella, è davvero molto forte quello che riporti. Oh Allah, nostro Signore, concedici di essere tra quelli che saranno, in Quel Giorno, sotto la Tua ombra… AMIN.
    Umm Hamid

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    • 10 luglio 2016 in 22:21
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      Emin, emin, emin!!!

      Risposta
  • 10 luglio 2016 in 22:06
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    Al hamduliLLah, una volta stavo per sostenere un esame per un lavoro, era un colloquio, le mie colleghe tremavano di paura, erano agitatissime, anch’io mi sentivo un po’ nervosa, davanti a noi c’era la commissione che doveva “giudicarci”… a un certo punto mi sono chiesta.. ma come ci sentiremo, il Giorno in cui ALlah ta’ala ci aspetterà per giudicarci, che piccola cosa questo timore di oggi, rispetto a quello che dovremmo immaginare per Quel Giorno.. subhanallah! Questa cosa mi ha aiutato a relativizzare molto la prova che stavo sostenendo, al hamdulillah, e ho pensato molto a come ci sentiremo davanti al Giudizio di ALlah, l’unico che dovremmo temere.
    Umm Hamid

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    • 10 luglio 2016 in 22:26
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      MashaAllah ukhti, è proprio così, a volte diamo talmente importanza a queste piccole cose di dunia, mentre – astaghfirullah – non ci rendiamo proprio conto, non abbiamo nessuna vera coscienza di ciò che ci aspetta. Jazekillahu khairan ukhti per la tua bella testimonianza, mashaAllah!

      Risposta

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