E’ “alla moda”, eppure lo chiamano “hijab”

“L’originalità e la fantasia definiscono il marchio della loro giovinezza. Di certo quei capelli coperti, più che velare la loro presenza, la esaltano”.

Queste le parole del giornale La Stampa, in un articolo chiamato “Noi, ragazze con il velo. Purché di moda”.

Il velo che era un segno di pudore, di castità, di riservatezza, diventa una moda, un accessorio fashion. Indossare il velo non è così difficile quando si vive in un mondo come questo. “Portiamo il velo, e tutte le nostre amiche ci dicono che stiamo bene così, anzi che siamo più belle”. Un velo? Diciamo un qualcosa che copre i capelli. Non i gioielli, i brillantini, il trucco, le forme e i colori vivaci.

Ma l’hijab non è fatto per essere un ornamento. Portare il velo è bene, portarlo bene è ancora meglio. Un hijab come si deve non deve far sì che appaiano tutte le bellezze della donna. Un velo di questo tipo è più attraente di ragazze in maglietta e pantaloni. Certo, salta all’occhio. E anche se il velo, qui in Italia, salta all’occhio di qualsiasi tipo esso sia, di sicuro se è sobrio, modesto e non frivolo diventa non solo una protezione ma anche una vera obbedienza ad Allah.

Invece vediamo siti, pagine e blog che propongono hashtag molto invitanti, che includono la parola “hijab”, ma che con l’Islam hanno poco a che fare (o nulla). Un mondo di #HijabFashion, #HijabModerno, #HijabGlamour, #HijabChic, #HijabElegante, #HijabStyle, #ModaHijab, #Hijabiste, #ModestFashion (ma mica tanto “modest”) e chi più ne ha più ne metta!

Portare il hijab non è essere trendy. E’ essere caste, modeste, pudiche. Un velo che scende ampio dalla testa, e copre tutto il corpo, senza accennare la forma di seni, sederini e così via. Ormai il velo non è più un velo, è privato della sua essenza. Nero con qualche spilla chic, abbinato ad un candido cardigan a brillantini e a leggins scuri magari? Oppure verde acqua, accordato ad una camicia fucsia e a a una gonna gialla? Insomma, la fantasia delle ragazze non ha limiti, e a volte per fare le originali si sfocia nel ridicolo. Non crediamo che avendo qualcosa in testa, maniche lunghe e gonna più o meno lunga (o pantaloni, a volte) possiamo chiamarci ragazze con il hijab, a prescindere da tinte vivaci, gioielli, accessori e compagnia bella.

Il hijab è molto di più. In realtà, non è solo quel foulard che si attorciglia sul capo, è tutto il vestito della donna musulmana. Il velo deve essere indossato per “velare”, coprire la donna, non metterne in mostra lo charme.

Nel suo blog, la sorella Mariam (18 anni) dà un consiglio sincero a tutte le donne musulmane: “Prova solo un attimo a guardarti allo specchio con i vestiti con la quale sei solita uscire, ma senza velo, poi indossane uno e rifletti sulla differenza che c’è tra prima e dopo. A quale beneficio porta questo “hijab” colorato, alla moda, stretto, “al passo coi tempi”?  Cosa ci distingue dalle donne non credenti?  Prova solo un attimo ad immaginare come sarebbe bello poter vivere senza dover compiacere nessuno se non il Creatore, senza aver bisogno di qualcuno che ci dica che noi siamo belle, perché tutte le donne sono belle, in un modo o nell’altro, e coprire la vostra bellezza non farà mai di voi donne brutte, anzi, sarete belle agli occhi dell’uomo che vi sposerà, e ancora più belle, in Paradiso.

E… “Qual è la differenza di vestiti stretti con o senza un velo colorato? Davvero si comincia a credere che questo “stile” di hijab non attragga l’attenzione?

…oppure si è dimenticato il vero senso del hijab..?”

I sapienti sono concordi nel sostenere che il hijab, per essere tale, deve rispettare 8 condizioni: coprire il corpo interamente (secondo alcuni sapienti è però possibile lasciare scoperti il volto e le mani), non essere un abbellimento, essere spesso e non trasparente, essere largo e non attillato, non essere profumato, non assomigliare ai vestiti degli uomini e, appunto, non essere un vestito di moda (cfr. Le 8 condizioni).

Un vestito alla moda non potrà mai esser considerato, davvero, un hijab, perché non rispetta le condizioni del hijab.

E’ ora di iniziare a riflettere e a pensare a ciò che siamo dentro e fuori, e iniziare a cambiare ciò che c’è di sbagliato in tutte noi, i nostri difetti e il nostro modo di concepire il rapporto con il nostro Signore. Il hijab fa parte di noi perché la religione fa parte di noi. Non è un accessorio, non è un oggetto. E’ parte della nostra fede, e dovremmo cominciare a capire qual è il vero obiettivo del hijab, e iniziare a metterlo in pratica. E noi Fatayat chiediamo ad Allah che faciliti a tutte le nostre sorelle questa missione!

Redazione Fatayat
www.alghurabaa-magazine.com

7 pensieri riguardo “E’ “alla moda”, eppure lo chiamano “hijab”

  • 22 luglio 2016 in 17:12
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    Grazie dell’articolo come al solito ben scritto e informativo!
    Jazakillaah khair

    Risposta
    • 22 luglio 2016 in 17:59
      Permalink

      wa jazeki khairan, grazie a te ukhti per il feedback!

      Risposta
  • 22 luglio 2016 in 22:26
    Permalink

    Barakallahu fiki per questo articolo, ma Cha Allah, che Allah ci guidi. Emin.
    Io ho iniziato a portare il “hijab” con i pantaloni e camicette perché ho sempre creduto che l’importante fosse coprire i capelli.. astaghfirullah… ma alhamdoulillah pian piano ho fatto passi avanti non perché qualcuno mi ha detto chiaramente che io stessi sbagliando ma solo prendendo in mano i libri e cercare le verità del hijab..ma Cha Allah mi si è aperto un mondo e tutte le volte che esco con il vero hijab mi sento pulita protetta e in pace con Allah subhana wa ta’ala. Alhamdoulillah..
    Ummu khadija.

    Risposta
    • 22 luglio 2016 in 22:45
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      mashaAllah ukhti, che Allah accetti!!!

      Risposta
  • 22 luglio 2016 in 23:03
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    Articolo scritto benissimo, leggero e scorrevole ma diretto, inflrmativo, utile. Ma shaa’ Allaah! Che Allaah vi ricompensi.

    Risposta
    • 22 luglio 2016 in 23:09
      Permalink

      Emin, ejmein ukhti!

      Risposta
  • 1 agosto 2016 in 22:48
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    Alhamdulillah, siamo tutte “in viaggio”. Quante di noi hanno iniziato con uno strano copricapo tipo bandana e le magliette due taglie piu’ grandi… l’importante e’ tenere mente e cuore ben aperti e quando impariamo qualcosa di autentico che Allah ha comandato, obbediamo.
    Lo shaykh al-Albani (rahimahullah) ha compilato 8 caratteristiche del vero hijab islamico, ed una di esse e’ “Non deve essere un abito di fama e notorieta’”. Questo significa che il nostro hijab non deve essere un’espressione del nostro “fashion sense” o di quanto seguiamo o apprezziamo le mode. Appena entrata nell’Islam avevo alcune amiche che indossavano un “hijab” fantastico: il velo coordinato all’abaya, con quelle bellissime spille piene di perline, anche cascanti tipo orecchino… con la borsetta e le scarpe cosi’ e cosa’, enlli e catenine a non finire. Pensavo: mostrano che essere coperta non vuol dire essere una stracciona. E pensavo male. Siamo sempre dignitose, pulite e in ordine ovunque siamo, ma insha’Allah quando scegliamo cosa mettere quando usciamo di casa dobbiamo sempre chiederci: A chi voglio piacere vestita cosi’?

    Che Allah ci guidi tutte, un abbraccio

    Risposta

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