Ho trasformato mia figlia in un genio spegnendo la tv!

  • Una donna non musulmana ci racconta la propria esperienza di mamma che – come molte altre donne in tutto il mondo – aveva scelto una tivù come baby sitter. Una testimonianza che invita alla riflessione e ad un ripensamento critico sul modo di educare i figli.

Quando ho sentito qualche anno fa che Madonna non ha lasciato che i suoi figli guardassero la televisione, ho pensato che fosse una pretenziosa ipocrita.

Sono sempre stata convinta che guardare televisione da bambina sia stato un grande impulso alla mia educazione.

[…] Così, quando ho avuto mia figlia Peggy, otto anni fa, ero felice di farle godere il nuovo mondo delle 12 ore al giorno di TV, una TV di qualità a disposizione dei bambini.

Ricordando fin troppo bene i lunghi e noiosi  pomeriggi domenicali della mia infanzia, negli anni sessanta, quando si era fortunati se si trovava un’animazione occidentale o cecoslovacca  (che ho presto scoperto  non aveva nulla a che fare con Tom e Jerry ma tutto a che fare con lo sporco comunista) per rompere la noia, ero felice per lei.

Oltre a questo, il miracolo del DVD: il che significa che è possibile guardare l’intero canonico Disney in un solo piovoso week-end, piuttosto che aspettare anni per una riproduzione della Carica dei 101 al teatrino locale […].

Essendo figlia unica, di genitori anziani (eravamo oltre i ’40 anni quando l’abbiamo avuta), ho sentito il bisogno per Peggy della televisione come una compagnia.

I Teletubbies erano i suoi fratelli virtuali. Ed avevo bisogno che lei avesse la tele così che io potessi rimanere sana di mente: non è mai stata una bambina che si addormentava facilmente e, dall’età di un anno, dopo diversi risvegli notturni,  alle cinque era pronta per ricominciare.

E sembra che io non fossi la sola. Questo mese una ricerca ha dimostrato che i bambini in Gran Bretagna si siedono davanti allo schermo di un televisore o di un computer per quattro ore e mezzo al giorno – con una media di circa due ore e 40 minuti guardando  programmi. La relazione della società di ricerca ChildWise ha dimostrato che gli schermi si stanno sempre più trasformando in baby sitter elettroniche. Devo confessare che ero solita trascinare un piumino nella sala giochi, accendere un DVD e strappare i preziosi 30 secondi di sonnellino seriale, mentre lei guardava allegramente. Qualsiasi sonnellino era meglio del non dormire! Se guardava i programmi che la BBC aveva appositamente progettato per i bambini, non poteva essere un male, non è vero? Beh, no.

Non l’ho scoperto fino a quando due anni fa ho letto che il governo australiano ha formalmente raccomandando che ai bambini sotto ai due anni fosse vietato di guardare la televisione e da due a cinque che fosse permesso guardare solo un’ora al giorno.

In quel periodo Peggy aveva incominciato il suo percorso scolastico.

Anche se queste relazioni mi avevano profondamente colpita, non avevo collegato il non andare bene a scuola con la mia politica di esposizione precoce alla TV.

Per i primi tre anni, abbiamo attribuito i suoi scarsi risultati scolastici al fatto che lei è la seconda piu’ piccolina della classe, aggravato da uno sfortunato secondo anno, quando ha cambiato cinque diversi insegnanti nel corso dell’anno.

Abbiamo riposto le nostre speranze sul terzo anno, quando avrebbe compiuto i sette anni e per il fatto di avere una brava insegnante che adorava. Ma quando i risultati furono consegnati alla fine della scorsa estate,  furono ancora una volta terribili.

Era nel gruppo di lettura più basso, la sua grafia era terribile e raramente terminava i compiti che le venivano assegnati. Siamo rimasti di sasso e sconcertati. So che ogni genitore pensa che il proprio figlio sia meraviglioso, ma Peggy non è una ragazzina ottusa: è brillante, divertente e ha un vocabolario piuttosto sorprendente.

Ma ci siamo resi conto che lei non riusciva in nulla. Fu quando mia sorella le diede un kit di punto croce durante le vacanze estive e Peggy perse l’interesse prima ancora che lo aprissimo che la goccia traboccò.

Aveva un problema di focalizzazione, la mia  bambina! Una volta capito quale fosse il problema, molte cose trovarono una spiegazione. Tutte le volte in cui le amichette venivano a trovarla e iniziavamo una sorta di progetto artigianale che tutte felicemente finivano, lei si abbandonava a fare capriole, suonare il pianoforte in tre minuti scoppiettanti o semplicemente girava intorno al tavolo. Ho inoltre capito il perché, con grande tristezza della madre scrittrice, non aveva mai letto un libro fino alla fine. Mi rivolsi a Google ed era tutto lì.

Tutte le prove sugli effetti di troppa TV sullo sviluppo dei bambini. Uno studio del 2004 dell’Istituto Americano di Pediatria ne parlava.‘L’esposizione televisiva precoce è associata a problemi di attenzione all’età di sette anni’. Eccolo, sullo schermo del computer, dalla più alta autorità. Guardare troppa televisione quando era piccola aveva fritto il cervello della mia cara figlia.

Poi qualcuno mi ha dato il libro sorprendente ‘Il cervello che cambia da solo’, del medico canadese Norman Doidge.

Si esplora il concetto di ‘neuroplasticità’, che suggerisce che il cervello è in grado di costante cambiamento.

Il Dr Doidge mi diede la speranza che io potessi ‘sfriggere’ il cervello di Peggy, riducendo il televisore sin da subito. Ma come farlo, senza che apparisse come una punizione?

Dopo aver chiesto in giro ad altri genitori, rimasi sorpresa di scoprire quanti di loro avevano già spento il televisore. Una famiglia aveva rinunciato completamente alla televisione. Avevano un lettore per guardare i DVD insieme. Per inciso, questo è anche il sistema di Madonna.

Per altri, era solo dopo le 5:00 del pomeriggio o un’ora di tempo sullo schermo al giorno, che sia televisione, videogiochi, o computer. Ho iniziato i tagli nelle vacanze di Natale. Nel corso di circa quattro settimane, siamo riusciti a ridurre la TV ad un’ora a notte, più il DVD che occasionalmente guardavamo insieme.

Ne ho parlato con lei e sono rimasta sorpresa di come fosse disposta a fare un tentativo, anche con tutto lo sforzo e l’impegno da parte mia. Devo trovare il tempo per giocare con lei, e confessare che in passato mi svincolavo al piano di sopra per fare un giro su Twitter, mentre lei guardava a bocca aperta ‘Take Me Out’. E sapete una cosa? E’ molto divertente.

Cuciniamo insieme, facciamo giochi da tavolo, facciamo puzzle, e tutta la famiglia è dipendente da un brillante gioco di carte chiamato Rat-a-Tat Cat. In realtà mi ricorda quegli  inverni degli anni Settanta, quando veniva a mancare l’elettricita’ e tutta la famiglia giocava a carte alla luce di una lampada a petrolio – momenti che ricordo come uno dei più felici della mia vita.

Oh! E si e’ messa a leggere libri. Da sola. Fino alla fine.

Poi c’è una notizia veramente sorprendente. Era tornata a scuola solo da un paio di settimane dopo Natale, quando la sua insegnante di educazione fisica è venuta da me e mi h detto: ‘Io non so quello che hai fatto a Peggy, ma lei è una ragazza diversa. Oggi è stata fantastica a netball, niente scherzi!’. Il giorno dopo ho avuto lo stesso rapporto dal suo insegnante di teatro e poi, lo scorso venerdì, la cosa più grande: la sua insegnante di lettere mi è letteralmente corsa dietro nel corridoio della scuola.

‘Peggy è una ragazza diversa!’, ha esclamato. ‘Sta svolgendo i suoi compiti in maniera meravigliosa. Ho intenzione di metterla in un gruppo di lettura. Io non so quello che hai fatto, ma sta funzionando’.

E pensare tutto quello che ci voleva era il click di un interruttore – il pulsante di spegnimento della nostra TV!

Scritto da Maggie Alderson
Tradotto da www.alghurabaa-magazine.com

Fonte: Pearls of Jannah

 

Un pensiero riguardo “Ho trasformato mia figlia in un genio spegnendo la tv!

  • 17 agosto 2016 in 8:52
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    Interessantissimo articolo, da rifletterci su Allaahu musta an!

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