La ‘Umrah di una giovane convertita

Mi fa quasi “male” scrivere questo articolo, perché della mia ‘Umrah ho ricordi inspiegabilmente meravigliosi, e l’Arabia Saudita mi manca, mi manca profondamente.

Tre anni fa abbiamo avuto, per grazia di Allaah, l’opportunità di fare ‘Umrah per merito dell’Imaam della moschea locale. Sapendo che eravamo una famiglia di convertiti, ha donato la ‘Umrah ad entrambi i miei genitori. Ma io… sarei rimasta fuori. Sarei dovuta rimanere a casa, mentre i miei genitori volavano verso Makkah… Che tristezza, no? E invece, ecco un altro grandissimo dono di Allaah: un gruppo di fratelli si è alzato in piedi, ed hanno annunciato al microfono che avrebbero pagato interamente di tasca loro la ‘Umrah. Ma per tutti e tre!
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La situazione era a dir poco surreale, come potete immaginare. Era l’inverno del 2013 e saremmo dovuti partire nella primavera del 2014, col volere di Allaah; e così, passato qualche mese, alhamduliLlaah accadde! Sebbene fossi un’adolescente, era la mia primissima volta in aeroporto, perciò questa della ‘Umrah si rivelò un’esperienza completamente nuova – dall’inizio fino alla fine.

Eravamo tantissimi. Una metà dell’aereo era di sole donne e l’altra di soli uomini e di tutti i passeggeri che vedevo, solo un paio non erano vestiti di bianco e non erano lì per la ‘Umrah. Il viaggio a me sembrò interminabile, anche se in realtà non durò poi troppo! Forse perché ero impaziente di respirare l’aria della terra del Tawhid.
Una volta atterrati a Jeddah, scesi dall’aereo e mi travolsero un caldo e un’umidità sconvolgente, a cui non ero affatto preparata!… altro che l’aereo con l’aria condizionata. Non vedevo più nulla perché mi si erano appannati gli occhiali! Cercando di muovermi il meno possibile per non avere ancora più caldo, salimmo su una specie di bus, che ci portò all’interno dell’aeroporto, ed infine dopo una lunga camminata ed attesa arrivarono due o tre bus enormi per trasportare il nostro gruppo. Qui iniziarono i problemi: mi avevano avvertita che Shaytaan avrebbe cercato di rovinare la ‘Umrah il più possibile, anche ponendo ostacoli su ostacoli. A quanto pare c’era stato un errore con le prenotazioni ed i posti a sedere non bastavano. Erano saliti quasi tutti, tranne la mia famiglia e pochi altri fratelli e sorelle… dopo un’ora o due, ero preoccupata ed anche un po’ ansiosa a causa del fatto che non si riuscisse a trovare una soluzione. Era ormai sera inoltrata ed i bus non si erano ancora mossi di un metro. Nel frattempo comunque avevo comprato una SIM per il cellulare e riuscii a connettermi ad internet ed aggiornare le mie amiche, e distrarmi un po’ – magra consolazione!
Alla fine, però, alhamduliLlaah gli organizzatori sono riusciti a trovare una soluzione. Forse presero un ulteriore bus, non saprei. Ricordo solo che ero sollevata, finalmente potevo sedermi su una sedia più comoda degli scalini dell’aeroporto. Quando partimmo era calata la notte; non si scorgevano nemmeno più all’orizzonte gli ultimi raggi di sole aranciati residui dal tramonto, o le sfumature viola e azzurre della prima sera. La città si era illuminata con mille insegne e luci che guardavo quasi in trance (forse anche per la stanchezza) dal finestrino del bus.
Arrivati dunque all’hotel, ecco subito che si presentò un altro problema: le umra2camere non erano state assegnate ancora a tutti, e c’era poco personale per servire decine e decine di persone contando solo il nostro gruppo. Due o tre coppie, addirittura, ricevettero la chiave per la stessa stanza e vennero messe per errore tutte assieme, per cui lascio immaginare il risultato…
Però, una volta prese le nostre chiavi alhamduliLlaah, quando ci affacciammo alla finestra della nostra camera, tutta la fatica e le ore di viaggio estenuanti furono immediatamente ripagate: ma shaa’ Allaah, quale bellissima vista!
La prima volta che vidi la Ka’bah provai un’emozione, direi, strana… L’avevo sempre vista soltanto nelle foto e nei video fino a quell’istante, con gli occhi sognanti, cercando di capire quanto fosse alta… ed invece in quel momento era proprio davanti a me! Completai la mia ‘Umrah di notte, quando non vi erano molte persone, l’area era sgombra e l’afa diurna era ovviamente sparita. Fu emozionante, sebbene i miei sensi fossero un po’ offuscati dalla stanchezza. Feci il tawaf tra una spinta e l’altra delle persone che cercavano di toccare la Ka’bah, ed io stessa riuscii a toccarla con le mie stesse mani, subhanaLlaah wa alhamduliLlaah.
La parte più dura fu il tragitto da Safaa a Marwa, ma tenendo sempre a mente la storia di Hajar, e delle corse che, da sola, coi propri piedi, si fece senza nemmeno fermarsi per trovare dell’acqua, trovai la forza per ultimare anche quella parte. Riuscii dunque a fare tutto alhamduliLlaah senza grossi problemi, a parte i dolori alle gambe e ai piedi, poi tornammo in camera a riposare.
umra3Svegliarsi per Salat al-Fajr con il adhan meccano fu una sorpresa molto piacevole. Dormivo come un sasso, e non ci avevo pensato. La voce dell’Imaam si sentiva chiara, ma non tanto forte da essere assordante, anzi, era quasi dolce, come un gentile invito alla salah. Ed ovviamente anche l’eseguire la preghiera guidati dall’Imaam di Makkah fu bellissimo! Non saprei spiegare esattamente il perché, ma aveva tutto un gusto assolutamente diverso rispetto all’Italia. Forse era la consapevolezza di essere nella terra dell’Islaam, del Tawhid, circondati da musulmani, per eseguire il pellegrinaggio minore a cui Allaah ci aveva fatto il grande dono di poter partecipare. umra4
I giorni seguenti li passammo andando a pregare in praticamente ogni masjid della zona, facendo anche qualche salto al mercato per comprare i datteri, ma non riuscimmo a vedere la grotta di Hira. La parte coperta del masjid, prima della Ka’bah, tutto sommato era abbastanza semplice, ma non in senso negativo: era “semplicemente” bello, luminoso, chiaro. Col buio, si accendevano miriadi di luci in uno spettacolo mozzafiato.
Un paio di volte pregammo nel “cerchio” rialzato, che era stato costruito soprattutto per permettere a disabili e anziani di eseguire il tawaf; dopo la salah alhamduliLlaah riuscii a scattare delle foto dall’alto della Ka’bah. Visitammo anche un negozio di libri all’interno di un mall, e ne umra5acquistammo qualcuno, tra cui un paio di Mus’haf e Sahih Muslim in inglese.

Il quarto giorno partimmo per Medinah, e durante il viaggio alhamduliLlaah dopotutto non riscontrammo grossi problemi. Tuttavia, l’hotel in cui alloggiammo purtroppo era in pessime condizioni, per cui non passavamo molto tempo in camera, ma alhamduliLlaah. Ad ogni modo, già la prima sera visitammo l’esterno di al-Masjid an-Nabawi, sallallaahu ‘alayhi wa sallam: era luminoso e splendente, ed inoltre, vista l’ora, anche deserta, per cui riuscii a scattare qualche bella foto. C’erano file e file di una specie di enormi ombrelloni (ma più gradevoli alla vista), che all’occorrenza venivano chiusi o aperti per riparare le persone dal sole.

umra7Tutti i giorni tornavamo a quel masjid per pregare quasi ogni salah, eccetto qualche volta in cui non avremmo fatto in tempo.

Andammo in un negozio di libri molto più grande, e ne comprammo molti altri. Fu difficile scegliere quali prendere e quali no, ma le valigie non avevano spazio illimitato.

Riuscimmo a visitare la tomba del Profeta sallallaahu ‘alayhi wa sallam (anche se la parte delle donne era separata), e visitammo anche il luogo in cui si svolse la battaglia di Uhud. Ero affascinata da tutto, ed imparai tantissimo sulla storia dell’Islaam, e sulla sirah del nostro Profeta (sallallaahu ‘alayhi wa sallam) alhamduliLlaah.

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Quando fu ora di ripartire, facendo le valigie, salendo sull’ultimo autobus… nel mio cuore vi era un mix di emozioni molto diverse. Ero triste di dovermene andare e sapevo che mi sarebbe mancata ogni cosa, dai masjid fino anche al caldo tanto “insopportabile”; ma dall’altro lato, ero anche carica spiritualmente grazie ai giorni appena trascorsi, alhamduliLlaah. Ero molto giovane, forse molte cose non sono riuscita a coglierle o ad apprezzarle appieno. Per questo, spero di tornarci presto, stavolta magari per fare il Hajj. E che Allaah lo permetta a tutti i musulmani!

Umm Hassan
www.alghurabaa-magazine.com

4 pensieri riguardo “La ‘Umrah di una giovane convertita

  • 19 settembre 2016 in 19:00
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    Amin. Cara sorelle mi ai fatto piangere con la tua storia che bello a sentire come e in mekka e medina il mio cuore e scolto da la crime e speranza inshaallah spero che allah ci da anche la posibilita di fare umarah o hajj e anche a tutti muslimin ♡^^

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  • 25 settembre 2016 in 18:52
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    As salam alaykum wa rahmatullahi wa barakatuh
    Amin!!!! BarakAllahu fiki dolcissima ukhti per averci narrato la tua ‘Umrah….mashAllah attraverso il tuo racconto e le tue foto mi e’ sembrato tutto molto piu’ vicino wa Alhamdulillah. Che Allah subhana wa Ta’ala accetti la vostra ‘Umrah e vi faciliti il Hajj

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