Cosa potevo mai saperne dell’Islam?

Due anni fa riabbracciai l’Islam, avevo 20 anni, ero sposata con un uomo marocchino e avevamo un figlio insieme. Al hamduliLlah!

Provengo da una famiglia cristiana, mia mamma iniziò a praticare la religione cattolica quando restò incinta di me, sentiva il bisogno di una fede. Era una donna malata di cancro e i medici le consigliavano di interrompere la gravidanza perché sarebbe stato inutile in quanto consideravano che quella creatura non sarebbe mai potuta nascere e se fosse nata sarebbe nata malformata. Invece per Grazia del Signore, eccomi qui, sana e salva, senza alcun tipo di handicap né fisico ne mentale (va beh tralasciamo la mia innata pazzia euforica che ogni tanto prende il sopravvento).

All’età di 4 anni persi la mamma e di me si prese cura mia sorella maggiore, lei seguì le orme di nostra madre tanto che oggi è divenuta responsabile di una comunità neocatecumenale. Dalla dolorosa perdita, mia sorella ha sempre cercato di portarmi con sé alle messe e ai pellegrinaggi. Mi spiace, ma non sentivo nulla se non la ribellione, non ero sempre costante nel volerci andare, anzi ripetutamente contraria e svogliata.

Trascorsi vari periodi abbastanza bui, frequentavo discoteche, uscivo con i ragazzi e facevo tutte le cose che fanno “normalmente” le ragazze occidentali.
Compiuti 18 anni avevo la facoltà di decidere per me stessa, allorché abbandonai del tutto mia sorella e la sua “mania”.
Da lì a poco tempo conobbi il padre dei miei figli.
Non mi disse mai chissà cosa sull’Islam, mi regalò un Corano e sinceramente non sognavo nemmeno di leggerlo, in quanto credevo ai miti secondo i quali l’Islam era una religione maschilista.

Un giorno mi sentii ispirata e decisi di aprire questo Libro, molto incuriosita mi fermai quando lessi il versetto inerente alla donna che deve essere battuta. Ne ero delusa. Ma cosa potevo mai saperne, all’epoca, che dietro di esso si celava una profonda spiegazione del Profeta SallAllahu aleyhi wa Sallam? Come potevo sapere che Allah non permetterebbe mai di infliggere del male a un essere umano innocente? Piano piano, Al hamduliLlah, le mie conoscenze aumentarono e mi sentivo sempre più vicina a qualcosa che fin da subito mi ha appertenuto: l’Islam!!

Decisi di fare Shahadah dopo un anno, mi ricordo che non avevo neanche una abaya da indossare e neanche un foulard per coprirmi il capo per recarmi in Moschea, perciò li chiesi a una ragazza.
Indossando quel velo, da che ne ero sconcertata, terrorizzata e imbarazzata, guardandomi allo specchio mi trovavo “non male per essere una prima volta”.
Non conoscendo nessuno che fosse islamicamente ben istruito (mio marito non lo era), la mia messa in pratica e le mie ricerche erano insoddisfacenti. Non avevo ben capito il concetto del valore di molte cose, come la preghiera.
Ma Allahu Akbar! Da quella magica sera della Shahadah sono bastati circa 3 mesi per indossare l’hijab e apprendere la Salat.

La mia famiglia non lo sapeva, avevo paura di essere, per loro, una delusione, paura che mi dicessero di aver rinnegato e fatto torto a mia madre. Abitando a svariati km da loro era più facile nascondermi. Loro però lo intuivano. Ma Allah anche quella volta mi donò una spinta, portandomi sulla strada della verità togliendomi dalla menzogna, mi donò il coraggio di chiarire le cose anche con i miei cari. Hanno fatto fatica ad accettare tutto e subito, e ogni tanto ancora oggi escono fuori battutine e discussioni… ma pazienza, io sono felice così. Ho rinunciato a molte cose, ma non ho alcun rimorso tranne che dei miei precedenti.

Oggi sono felice di insegnare l’islam ai miei figli, sono lieta di tutto ciò che nel mio piccolo il Signore mi dona ogni giorno, vivo con l’ottimismo che solo la fede può dare. Al HamduliLlah!!

Oum Islam
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