Educare il proprio bambino, qualche anno fa era più semplice

Un altro articolo scritto da Oum Amine, educatrice specializzata con vent’anni di esperienza che collabora con il magazine francese Muslimette, dal quale abbiamo tradotto alcuni articoli interessanti. In questo post ci parla della spontaneità che deve avere una corretta educazione, del rapporto madre-figlio e del gioco, mettendo due generazioni a confronto. Neanche cinquant’anni fa educare il proprio bimbo era una cosa così naturale e vera. Oggi invece sembra tutto molto più difficile e più complicato. Buona lettura!

Lode ad Allah, Signore dei Mondi; che la pace e la benedizione siano su colui che Egli ha inviato come misericordia per il mondo intero, così come sulla sua famiglia, i suoi compagni e i suoi fratelli fino al Giorno del Giudizio.

Un’infanzia innocente

Solo pochi anni fa, l’impressione sconcertante dell’eternità…

Ti ricordi delle lunghe passeggiate nei boschi?

Raccogli i fiori, le buone erbe, ovviamente non scappi alle punture di ortica. E tua madre non corre a spalmarti la crema. Ti strofini con la terra. Dopo tutto, sei fatto di terra.

Ti meravigli per una farfalla, una coccinella, un lombrico, un tronco d’albero. Non giochi alla Xbox, Playstation, dove lo zombie ti perseguita, fino a dentro il tuo letto.

Stranamente non hai nessun timore, è con molta innocenza e gioia che vai tra i bambini. Degli amici, quelli veri, che non ti umiliano. Non sono nemmeno virtuali, incontrati su facebook.

Quando hai riempito i tuoi polmoni di aria e il tuo sguardo di verde, ritorni a casa.

La tua merenda ti aspetta, pane con burro e marmellata, e a volte solo burro, bastava a renderti felice. Non multiple scelte di marche di dolciumi, tutte così nefaste per la tua salute e che ti fanno perdere il gusto del vero.

E’ avidamente che divori questo pane fresco e così croccante. Appena l’hai finito, fai una partita all’elastico, al gioco della campana oppure ti travesti. Non dici mi annoio.

Le tue giornate sono lunghe e interminabili.

La sera, al tuo ritorno, sei così stanco che non ceni e ti addormenti con i piedi neri, a volte con la maglietta piena del sudore della giornata, testimonianza delle tue attività da esploratore. Sei nell’abbondanza assoluta. I tuoi genitori non sono accusati di essere cattivi genitori, ritrovandosi così nell’ufficio dell’aiuto sociale per l’infanzia.

Sei solo un bambino… felice.

Abbiate fiducia in Allah e fate il meglio con ciò che siete

C’è sempre qualcuno per dirci ciò che bisogna fare. Tutti sanno quello che è un bene per i nostri figli, tranne noi, apparentemente. Allora a volte applicheremo delle regole educative nelle quali non ci riconosciamo e poi rinunciamo, stanchi, scoraggiati.

Da un po’ di tempo molte persone citano e usano il metodo Montessori. Delle formazioni molto costose da implementare, un materiale sempre molto caro. Perché no? E’ il solo metodo?

Non abbiamo il Corano, e i precetti del nostro amato Profeta, SallaLlahu ‘alayhi wa sallam?

Abbiate fiducia in Allah e fate il meglio con ciò che siete!

Una mamma mi dice che la maestra di suo figlio le consiglia di fare delle partite di giochi di società. Fin qui niente di complicato. Solo che la mamma ha “orrore” dei giochi di società. Ma ha comunque seguito le raccomandazioni dell’istitutrice.

A disagio, costretta a giocare, le partite si terminano con dei conflitti.

Questa mamma oltre ad essere frustrata, si sente in colpa per non essere capace di giocare con suo figlio.

Parlando vengo a sapere che fa giardinaggio. Le consiglio di farlo con il suo bambino. Un mezzo educativo semplice, che le permette di passare dei momenti straordinari con lui.

Bisogna fare delle attività con cui siete al vostro agio. Ciò che è importante è la coerenza. E se non avete voglia oggi, non vi forzate. Domani avrete voglia, poiché vi siete permessi ieri di non averla.

Conclusioni:

Giocare con il proprio bambino è forse solo essere sdraiati sull’erba, fargli il solletico, guardarlo e sorridergli.

Giocare con il proprio bambino è forse solo fargli vedere che è importante per voi e che lo amate così com’è.

Giocare con il proprio bambino è forse solo una passeggiata, trovare un sassolino straordinario e raccontargli una storia straordinaria.

L’obiettivo finale non è di arrivare alla fine della passeggiata, ma è tutti gli incontri che avrete fatto durante il cammino. Una persona, una farfalla, un arcobaleno, un fiore arancione, una pozzanghera, un cane che abbaia in un giardino…

«La vera saggezza della vita consiste nel vedere lo straordinario nell’ordinario» (Pearl Sydenstricker Buck)

Che Allah vi faciliti.

Oum Amine
per Muslimette Magazine
Tradotto da www.alghurabaa-magazine.com

 

Dalla stessa autrice leggi anche: Quotidianità di una mamma esasperata

 

5 pensieri riguardo “Educare il proprio bambino, qualche anno fa era più semplice

  • 25 ottobre 2016 in 23:11
    Permalink

    Assalamu alaikum che Allah preservi la sorella Oum Amine, articolo bellissimo!

    Risposta
  • 30 ottobre 2016 in 6:11
    Permalink

    Alhamudulillah il ritorno alla semplicita’… uno degli aspetti che piu’ mi hanno affascinato dell’islam, quando mi sono avvicinata a questo cammino, e’ stato il suo essere facile, terreno, vicino alla natura umana, accessibile, nella sua semplicita’ quotidiana, ad ogni essere umano, in qualsiasi condizione, circostanza e luogo. Subhanallah, piu’ cerchiamo di inseguire modelli complicati, artificiali, prodotti dalla mente umana senza un contatto col divino,e piu la quotidianita’ appare una lotta che stanca e alla fine lascia insoddisfatti.. E’ proprio in questi mesi di permanenza in un paese musulmano, in cui le persone si sentono arretrate rispetto a unfantasmagorico mondo occidentale e arrancano perche’ non riescono mai a raggiungerlo, che anche per il bene dei bambini, stiamo ragionando su quanto sarebbe meglio rjnunciare a cio’ che non si puo’ avere, e fare una vita piu’ modesta, ma molto sana ed appagante, a contatto con a natura, coi suoj ritmi, ai quali ci avvicina anche il nostro din.
    Jazaki llahu khair,
    Umm Hamid

    Risposta
  • 1 novembre 2016 in 18:17
    Permalink

    Assalaam ‘alaykum wa rahmatuLlaah,
    L’articolo mi è piaciuto talmente tanto che mi piacerebbe leggerne altri da parte della sorella. Spero sarà possibile in shaa Allaah ^^
    BarakaLlaahu fikunna!

    Risposta
  • 2 novembre 2016 in 14:02
    Permalink

    As salam alaykum wa rahmatullahi wa barakatuh
    Allahumma amin!!!
    E barakAllahu fiki @ ukhti Umm Hamid, mashAllah; condivido e mi rispecchio in ogni singolo punto del suo commento. Che Allah accetti amin.

    Risposta

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