Il “Giardino Segreto” di Marrakesh riapre le sue porte!

Marrakech si dota di una nuova attrazione turistica che dovrebbe deliziare gli amanti della storia. Dopo tre anni di restauro, il “giardino segreto”, uno dei più antichi riad nella medina di Marrakech, è stato inaugurato Sabato 15 ottobre dal Wali e dal presidente della regione, Abdelfattah Bjioui e Ahmed Akhchichine, dal Presidente della Fondazione Musei Nazionali, Mehdi Qotbi, da quello dell’Istituto Arabo, Jack Lang e dal presidente dei locali, Lauro Milano. Questo riad, che risale alla seconda metà del XVI secolo, passò nelle mani di diversi  sultani e di alti personaggi politici del Marocco.
Dopo la sua costruzione da parte del sultano saadiano Moulay Abdallah ai tempi dell’urbanizzazione del quartiere che conosciamo oggi come il Mouassine, il palazzo è stato distrutto alla fine del XVII secolo, in seguito al declino della dinastia saadiana.

Come il riad cadde in rovina
Bisogna aspettare fino al XIX secolo perché il terreno venisse ripreso da sayd Abdallah al-Hajj U-Bihi, che fece costruire un nuovo riad, sulle tracce architettoniche del palazzo originale. E’ in questo momento che la città rossa conosce uno sviluppo importante, la nascita di molti giardini ricchi e  lussureggianti.
Dopo la morte del sayd intorno al 1875, il palazzo passò al Qadi Moulay Mustafa per passare poi nel 1912 in mano al ciambellano al-Hajj Muhammad Loukrissi, capo della corporazione degli orologiai di Marrakech, il quale ne  rimase il proprietario fino a sua morte nel 1934. Il terreno però iniziò a frammentarsi in più lotti e il riad iniziò a cedere per poi cadere in rovina, fino ad un primo restauro di massima avvenuto da parte di un gruppo di imprenditori nel 2006.

Il restauro ufficiale del 2013
Dopo aver scoperto i resti del passato e aver compreso il significato storico del luogo, imprenditori, architetti e archeologi decisero nel 2013 di restaurare l’area eliminando le costruzioni più o meno recenti che “sfigurano” il palazzo e di riabilitare le vecchie strutture ed in particolare il sistema di alimentazione dell’acqua.

riad-marrakesh2
La ripiantumazione dei due giardini è stata affidata al paesaggista Tom Stuart-Smith. Il primo rispetta le caratteristiche del giardino islamico, il secondo è stato progettato come un “giardino esotico” con piante provenienti dai cinque continenti. Il complesso, che comprende una torre di 17 piani visitabile, si estende su una superficie di quasi 4.000 metri quadrati. 50 milioni di dirham sono stati investiti in questo progetto e un centinaio di operai sono stati mobilitati per il restauro del sito.
Il giardino si trova nella Medina, tra la piazza di Jam’ ElFna e la Madrassa ben Youssef.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *