Velo che piace, velo che copre

Il velo è uno strumento per riaffermarsi indipendentemente da ciò che gli uomini vogliono da noi?
Il velo è uno strumento per contrastare la strumentalizzazione dell’immagine della donna?
Mica tanto.

Certo, la donna musulmana subisce meno strumentalizzazione della donna che si espone. Ma in realtà non sempre. Quante donne non musulmane si vestono con pudore, ovviamente nel limite di ciò che riconoscono come pudore, coprendo il petto, vestendo con abiti ampi, mostrando modestia e non facendosi notare dagli uomini?

E quante, invece – e qui è il punto, leggiamo attentamente – quante indossano il hijab sottoponendosi alla stessa strumentalizzazione di cui sono vittime le donne occidentali?

Ragazze i cui selfie fanno il giro di tutti i loro contatti maschili, pagine per donne musulmane che denunciano la strumentalizzazione occidentale dell’immagine femminile, in cui tuttavia campeggiano foto di giovani donne in outfit chic, sorrisi puri e splendenti, veli casti e rossetti non appariscenti, begli sguardi di certo non fatti con l’intenzione di provocare, ma queste foto ricevono maree di like maschili e commenti del tipo: bellissima, wow, meraviglia. E questa non è strumentalizzazione?

Stiamo attente, perché questa è una strada molto triste e porta a ciò da cui molte sono fuggite diventando musulmane. A volte non ci pensiamo, ma è esattamente così che si arriva a ciò a cui sono arrivate le donne occidentali. A vivere per la propria immagine.

Riflettiamo molto attentamente: nel Qur’an è detto di non vestirsi come usavano le donne prima dell’Islam, e come crediamo che si vestissero? In minigonna? Con scollature? No, sul serio. Nelle popolazioni nomadi antiche era d’uso comune girare in abiti da sera attillati?

No. Avevano ciò che noi oggi chiamiamo velo: non copre tutto ma qualcosa sì e qualcosa no, lascia trasparire le bellezze, ma non tutte, ovviamente, poiché la fierezza araba non permetteva che i padri vedessero figlie scoperte, nel modo in cui oggi alcune musulmane si scoprono, pur velandosi.

Queste parole non sono contro nessuno. Non sono contro chi vorrebbe portare il velo ma non può, o chi non vuole perché ama la sua bellezza, o chi porta i veli che ha, o chi non conosce la verità del hijab. Ma anche queste sorelle, se riflettessero, troverebbero la via della verità, del velo islamico corretto.

Non è un rimprovero: quante volte non rifletto nemmeno io! Su questo però ho imparato a riflettere e ho trovato la risposta.

La vostra sorella Umm Sumeyya
www.alghurabaa-magazine.com
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Leggi anche:
E’ “alla moda”, eppure lo chiamano “hijab”

 

2 pensieri riguardo “Velo che piace, velo che copre

  • 3 dicembre 2016 in 8:25
    Permalink

    Assalamu alaykum wa rahmatullahi wa barakaatuh
    Carissima umm Sumeya, al hamdulillah, che Allah ti ricompensi di queste tue chiarissime e semplici parole, che rendono il senso di cio’ che vediamo e viviamo quotidianamente. Subhanallah, quello che descrivi e’ proprio cio’ che io stessa, come tante di noi, ho provato nei miei primi incontri con l’islam e con le sorelle musulmane. Al tempo, non capivo cosa mi provocasse disagio, al tempo pensavo che questa sensazione venisse dal hijab in se’. Al hamdulillah, Allah ta’ala ha aperto i miei occhi e a mano a mano che scoprivo il vero hijab, mi sentivo sempre piu’ a mio agio.. avevo capito che non c’era nessun bisogno-anzi era vietato- andars in giro con la testa conciata come…. un albero d i natale! Astaghfirullah, perdonatemi l’espressione, e non voglio offendere nessuno, so che e’ una questione di cultura e abitudine, ma io che tra l’altro, desiderav o essere notato il meno possibile col velo, mi pareva che mancasse solo accendermi le lucine in testa..subhanallah! Che sollievo, sentire e capire che Allah ta’ala ama il bello nella semplicita’… per me il velo protegge la donna mostrandola ordinata, pulita, composta nei suoi vestiti esteriori. Io mi sento cosi’, al hamudillahi Rabbi al Alamin. Umm Hamid

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    • 6 dicembre 2016 in 11:14
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      Wa alaykum assalam wa rahmatuLlah wa barakatuh, amin, BarakaLlahu fiki!
      In effetti purtroppo sono davvero molte le sorelle che promuovono questo stile di “hijab”, con una buona intenzione, ci mancherebbe, o comunque senza conoscere la realtà della copertura della donna da un punto di vista islamico… Però sono sicura che molte di esse, se incontrassero qualcuno che spieghi bene il concetto e con scienza (e non parlo di questo articolo, in cui ho voluto semplicemente esprimermi e dare un consiglio di cuore) lo afferrerebbero e lo accetterebbero così come molte, ma shaa Allah, hanno iniziato a portare il jilbab dopo essere state “fashion addicted”… ci vuole solo pazienza e un buon modello e si può fare tutto in shaa Allah…

      Risposta

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