Dalla parte dei bambini: “I vostri figli hanno bisogno di voi”

“I vostri figli hanno bisogno di voi” è un libro nato dalla collaborazione di un medico e di uno psicologo che insieme affrontano un tema attualissimo: i coetanei (il gruppo, il branco) che, oggi, prendono il posto dei genitori nella formazione dei figli. Questo orientamento deteriora la coesione familiare, impedisce un sano sviluppo del bambino, avvelena l’atmosfera scolastica, e favorisce la crescita di una cultura giovanile aggressiva, ostile e sessualizzata.

Gordon Neufeld, il dottore che con Gabor Matè ha scritto il libro, chiama questo fenomeno “orientamento ai coetanei“, riferendosi con esso alla tendenza di bambini e ragazzi a rivolgersi ai coetanei per avere indicazioni rispetto ai valori, al senso di ciò che è giusto o sbagliato, all’identità e ai codici di comportamento.

Di seguito alcuni punti da ritenere e osservazioni tratte dai capitoli del libro che abbiamo trovato sul forum “Non togliermi il sorriso“. Se questo argomento vi interessa, potete acquistarlo direttamente online in questo link.

Dal cap. 1 “I genitori contano più che mai”

• Come un magnete si rivolge automaticamente verso il Nord, così i bambini hanno un bisogno innato di trovare l’orientamento volgendosi verso una fonte di autorevolezza, contatto e calore; non sopportano l’assenza nella loro vita di una tale figura di riferimento: quello che chiamo vuoto di orientamento è per loro insostenibile.

• Nelle relazioni tra coetanei è del tutto assente l’amore incondizionato e l’accettazione, il desiderio di prendersi cura dell’altro, la capacità d superare sé stessi per il bene altrui, il desiderio di sacrificarsi per lo sviluppo e la crescita dell’altro.

• “Ma non dovremmo lasciarli andare?”, chiedono molti genitori, “i figli non dovrebbero essere autonomi e indipendenti?”. Certamente! Ma solo dopo aver portato a termine il nostro lavoro di genitori e solo affinchè possano essere realmente se stessi!

Dal cap. 4, “La perdita di potere dei genitori”

• Nella discussione che stiamo affrontando sulla genitorialità e l’attaccamento, il potere è inteso nel senso della spontanea autorevolezza che serve per fare i genitori. Quella spontanea forma di autorevolezza che non nasce dalla coercizione o dall’uso della forza, bensì da una relazione appropriata e in sintonia con il bambino.

• Il potere dei genitori non risiede nelle tecniche, per quanto bene intenzionate, bensì nella relazione di attaccamento.

• Fare i genitori dovrebbe essere qualcosa di naturale e intuitivo, ma ciò può realizzarsi solo se il bambino è strettamente attaccato a noi. Per riconquistarsi il potere di fare i genitori dobbiamo far sì che i nostri figli tornino a dipendere completamente da noi, non solo una dipendenza fisica, ma anche psicologica ed emotiva, così come è sempre stato previsto dalla natura.

Dal cap. 9, “Prigionieri nell’immaturità”

• Per promuovere l’indipendenza, dobbiamo prima invitare alla dipendenza; per favorire l’individuazione è necessario fornire un senso di appartenenza e di unità; per aiutare il bambino a separarsi, dobbiamo prenderci la responsabilità di tenerlo stretto a noi. Lo aiutiamo a staccarsi se gli offriamo più legame e contatto di quanto lui stesso non chieda.

• Quando l’attaccamento ai coetanei diviene la prima preoccupazione, l’individualità deve essere sacrificata. Al bambino immaturo un tale sacrificio non può che apparire giusto. Modificare la propria personalità, svilire l’espressione di sé, sopprimere tutte le opinioni o i valori contrastanti sembra il modo naturale di procedere.

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Queste considerazioni sono quanto mai vere e ognuna di noi nella propria famiglia le sperimenta ogni giorno. Un libro utilissimo per far comprendere a molte di noi musulmane un concetto che evidentemente non viene afferrato a fondo e può aiutare i genitori (così come gli insegnanti) a comprendere ciò che succede, oggi, attorno ai bambini e fornisce soluzioni per ristabilire la giusta preminenza del legame spontaneo che unisce genitori e figli. I concetti, i princìpi e i consigli pratici in esso contenuti daranno ai genitori il potere e la forza di essere per i propri figli ciò che Allah ha stabilito che siano: la fonte vera di contatto, sicurezza e calore.

Quando vedo mamme non musulmane che combattono con le unghie e con i denti per allontanare i loro figli da bullismo, droga, cattive compagnie, denigrazioni e  quant’altro attraverso la homeschooling e per dare loro un futuro più sano attraverso insegnamenti più “etici” di quelli che troviamo fuori, mi chiedo come mai nella nostra comunità siano ancora in poche a porsi il problema.
Alcune mamme musulmane sono al contrario convinte che avranno figli più forti e più saggi se li spingono nella società attraverso istituzioni come la scuola, l’oratorio e altri canali associativi. Pensano che impareranno a cavarsela in qualche modo, che si faranno le ossa, che si “fortificheranno”.

Umm Zuhur, “I vantaggi islamici dell’educazione a casa

 

Loro hanno bisogno di noi. Non delle grandi opportunità, né delle macchine sportive e dei villoni, ma di noi e dei nostri insegnamenti e della nostra guida. Perché la vera felicità è qui, adesso, nel nostro essere al loro fianco e nel parlar loro di scienza, di corano, di religione e di sunna ogni giorno, tutti i giorni della vita e perché, così facendo, inshaAllah la felicità sarà anche altrove.

Umm Zuhur, “Come insegnare la felicità ai nostri figli

Leggete il libro e raccontateci cosa ne pensate e la vostra esperienza educativa nei commenti o contattandoci.

Redazione
www.alghurabaa-magazine.com

3 pensieri riguardo “Dalla parte dei bambini: “I vostri figli hanno bisogno di voi”

  • 15 dicembre 2016 in 8:04
    Permalink

    Masha a Llah, ogni tanto esce qualche studio sano, controcorrente, che mostra con evidenze scientifiche e sociologiche cio’ che Allah subhanahu wa t a’ala ci ha rivelato della natura umana.
    Purtoppo la cultura dei diritti dei bambini e’ stata interpretata col tempo in modo limitato e dannoso, cosi’ che oggi come rilevano molte analisi, la prima preoccupazione di genitori, i nsegnanti, educatori ed esperti, e’ che il bimbo sia circondato dal gruppo dei pari, che diventa il primo riferimento se non unico.
    I padri hanno abdicato al loro ruolo in favore delle madri, poi le madri agli insegnanti, e agli amici. Laa hawla wa laa quwwata illa biLlah.
    Umm Hamid

    Risposta
    • 15 dicembre 2016 in 8:48
      Permalink

      In realtà la diffusione della pratica della Homeschooling conferma quello che tutti sappiamo e che educatori e insegnanti faticano ad ammettere. Tranne rari casi, i bambini che praticano HS hanno un rendimento scolastico superiore a quello dei coetanei, una personalità più forte e definita e sono più sereni: basta leggere le testimonianze che troviamo in giro per il web per capirlo e il fatto che la maggior parte delle famiglie che iniziano a praticare homeschooling, dopo il primo anno continuano. All’estero si sta diffondendo moltissimo anche tra i musulmani, elhamdulilleh. Speriamo inshaAllah di diventare sempre più consapevoli e organizzati. Che Allah ce lo conceda!

      Risposta
  • 16 dicembre 2016 in 16:32
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    BarakAllahu fikunna
    Allahumma amin!!

    Risposta

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