Donne sapienti del passato: sulle orme dei nostri modelli

Una donna erudita (rare nella nostra epoca, purtroppo) è morta un anno fa: Mudhi Al-Jalham (1377-1437h). Teneva 16 corsi al giorno. Studiò dai grandi sapienti come lo Shaykh Ibn Baz e Ibn Salih Al-‘Uthaymin e fu lo stesso Shaykh ibn Baz a darle il consenso per emanare delle fatawa.

La scienza non è specifica per gli uomini e ci sono sempre state in seno alla nostra Ummah delle donne erudite in diverse scienze. Certe erano conosciute e riconosciute nella trasmissione degli ahadith, altre nella grammatica araba, ma anche nel Fiqh e nelle Fatawa.

Gli uomini non esitavano a chiedere a una donna che riconoscevano più sapiente di loro, e numerosi eruditi contavano delle donne tra i loro professori senza che ciò diminuisse in nulla la loro notorietà o la qualità del loro sapere. In breve, il ruolo delle donne non si limitava ai compiti casalinghi e alla cura dei bambini, ma il loro contributo andava decisamente aldilà della sfera privata: erano implicate nella vita sociale e scientifica della loro comunità ed erano riconosciute per questo.

E’ ovviamente impossibile enumerare tutte queste donne quando sappiamo che solo per il IX secolo dell’Egira, più di mille di esse furono recensite nel libro dello storico as-Sakhawy -rahimahullah- intitolato “Il raggio dorato dell’élite del nono secolo”.

Accontentiamoci di menzionare, tra tutte le epoche, ad esempio…

    • …la pia ed erudita Hafsa, figlia di Ibn Sirin, morta a Basra verso il 92 hijri;
    • Amra, una delle grandi sapienti di Medina, dedita alla giurisprudenza, consultata in questo ambito dagli abitanti della città;
    • Sayyida Nafisa, nata a Makkah nel 145 hijri, formatasi dalla sua giovane età a Medina, stabilitasi dopo il matrimonio in Egitto dove ebbe numerosi discepoli a causa della sua grande scienza e della sua estesa conoscenza, e tra di essi addirittura l’Imam Shafi’i e Ibn Hanbal;
    • E come non evocare ugualmente Zaynab bint Sulayman (morta nel 142 hijri) il cui padre era governatore di Basra, dell’Oman e del Bahrein e che si distinse da parte sua nella scienza del hadith, contando numerosi allievi;
    • Karima Al-Marwaziya (morta nel 463h) descritta come l’autorità di referenza della sua epoca del Sahih al-Bukhari;
    • Fatima bint Muhammad (539h), designata sotto il titolo di Musnida (trasmettitrice di catene di narrazione degli ahadith) di Ispahan;
    • Zaynab Al-Harrâniyah (688h), sapiente di Damasco e insegnante di Ibn Taymiyyah;
  • e ovviamente tante altre ancora…

Oltre che nelle scienze religiose, le donne si specializzarono in discipline diverse come la grammatica o la retorica (Aisha di Damasco), la medicina con Bint Al-Sayigh, professoressa all’Istituto Mansuria d’Egitto, la calligrafia con Shuhda (morta nel 574h) ugualmente tradizionalista.

In «Al-Mu’âjab fi talkhis akhbar al-Maghrib» lo storico Al-Murrakushi elenca 170 donne calligrafe in un solo quartiere di Cordova. Aggiungiamo a queste donne le edificatrici di moschee e università, come l’università di Al-Qarawiyyin a Fez di Fatima al-Fihriya (245h).

Questa è una (alquanto breve e poco dettagliata) serie di info sulle donne che dimostra il loro apporto alle scienze nel corso della storia che speriamo aumenti la nostra motivazione!

SubhanaLlah, la preoccupazione di molte donne è limitata a cose mondane, lontane dall’apprendimento della scienza comera invece una volta. La maggior parte delle musulmane oggi si limita ad imparare ciò che ritengono sufficiente della religione, si dedica esclusivamente ai propri interessi quotidiani e non si preoccupa di distinguersi e di elevare il proprio status di donna, diventando una sapiente capace di emettere fatawa ed un’erudita nelle scienze religiose, come invece fu per molte delle generazioni venute prima di noi.

Da @aliftar1 – Twitter

Redazione
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