Lui e la musica: storia di un ritorno

Ha ascoltato musica per una “buona” (!) parte della sua vita, e qualche strumento l’ha anche suonato.

Quando, molti anni fa, aveva preparato le valige per venire in Italia e, per non separarsi dei suoi beni “preziosi”, aveva ridotto il numero delle sue, allora care, cassette audio tagliando e incollando i loro nastri due a due, alla fine aveva una sessantina di cassette che ne contenevano ottanta, oltre molti CD.

Ma in tutti quegli anni, ha sempre guardato con occhi scettici i musicisti… le incoerenze erano troppo evidenti… cornificatori che cantano l’amore, ricchi che piangono la povertà, eccentrici egocentrici, buonisti ignoranti, pacifisti umanisti femministi rivoluzionari, intellettuali ricercatori geni sperimentatori benefattori, pazzi sucidi, ubriachi drogati donnaioli, depravati pervertiti, o semplici eterni immaturi illusi…

Sentiva qua e là che sulla musica c’era “divergenza”, ma era troppo “indaffarato” per fare una ricerca profonda, lucida e sincera, troppo indaffarato; ascoltava musica quasi tutto il tempo: sotto la doccia, camminando, mentre studiava, mentre dormiva, quando era triste, arrabbiato o felice…  era troppo “indaffarato”!

Gli anashid islamici? Sarebbe in grado di scriverne la storiografia senza consultare un solo libro! I loro “testi”, poesie per il 99%, echeggiano ancora nelle sue orecchie!…

Poi, la nausea? Sì! Ma c’è sempre un appiglio: anche mangiando troppo cibo ti vien la nausea, no?! E siccome la musica è “il cibo dell’anima”, allora di tanto in tanto la nausea ci sta!! … è un linguaggio internazionale, la musica! …talmente internazionale che il “negro” si è fatto accettare dal “bianco” canticchiando insieme: “Yes we can”!! …e intanto… il tempo passa…

Poi… ci fu il distacco… per vari motivi…
Poi la “meditazione” (niente esoterismi!)… senza niente di veramente pianificato da parte sua…
Poi il rigetto “razionale”…
Poi la lucidità.

Aveva capito nel frattempo che l’islam:
Non è la scelta delle opinioni che più ci piacciono, no!
Non è un vestito su misura che “mi sta proprio bene”, no!
Non è un “semplice riordinare le priorità della propria vita”, no!
Non è “faccio quello che la mia gente fa”, no!
Non è “quello che la maggioranza fa”, no!
Non è “quello che i musulmani fanno”, no!

L’islam è quell’amato sujud del cuore al suo creatore, quel sujud che annulla l’orgoglio e le passioni personali, guardando con gli occhi delle parole del Saggio, l’Onnisciente, ascoltando con le loro orecchie, giudicando con il loro giudizio… solo allora l’islam si realizza a pieno titolo, solo allora!

Da Arabeggiando

www.alghurabaa-magazine.com

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