Al Ma’a, l’acqua, un dono del Compassionevole

18 Rajab 1438. Oggi abbiamo iniziato i lavori per la costruzione di un pozzo in casa nostra, al hamduliLlah. L’acqua non è un bene scontato in Pakistan, sebbene ci troviamo nel Punjab, la regione dei “cinque fiumi”.

Sgorga abbondante, lucida e cristallina dalle montagne sorelle della grande catena dell’Himalaya, eppure ogni giorno in tante case pakistane si attendono con trepidazione quei dieci, quindici minuti in cui il comune apre le turbine e si possono riempire le cisterne casalinghe. Se poi non si finisce in un lungo, interminabile black out di corrente, si riesce ad azionare la pompa elettrica e a far salire l’acqua nella cisterna posta sopra il tetto, da cui poi, insha’a Llah, l’acqua scorrerà nei tubi di tutta la casa.

cisterna

FOTO: Tipiche cisterne di acqua sui tetti delle case.

L’alternativa a questa frenesia quotidiana dell’acqua (non si sa mai con esattezza se e quando l’acqua arriverà in casa ogni giorno) è la costruzione di un pozzo privato. Al hamdulillah non è difficile trovare l’acqua sotto terra, appunto perché acqua ce n’è tanta. Quello che lascia un po’ di amaro in bocca, subhanallah, è constatare la difficoltà in un intero paese, ad organizzare un servizio pubblico così essenziale. E’ anche triste vedere che manca nella società un senso di fiducia e condivisione che permetta alle famiglie di costruire e gestire insieme dei pozzi in comune.

In ogni caso, al hamdulillah, il nostro pozzo è in via di realizzazione.

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FOTO: Lavori di costruzione del pozzo.

Masha’a Llah, l’esperienza che si vive qui con la risorsa acqua ci fa comunque capire quanto importante sia questo bene, quando la colonnina di mercurio sale a 39 gradi e non ci si può fare una doccia, comincia a scarseggiare l’acqua da bere ma anche quella per lavarsi, per fare il wudhu prima della preghiera, per pulire un neonato, per lavare i piatti e i panni sporchi, per cucinare…

Subhanallah, ci viene concesso così di rivivere parzialmente il contesto di vita del nostro amato Profeta Muhammad, salla Allahu ‘alayhi wa sallam, nato e vissuto in un territorio desertico, l’Hijaz.

Ma la meraviglia di questo grande dono ci viene anche rammentata dal Compassionevole, Allah, nelle tradizioni profetiche e nel Qur’an stesso, quando si descrive la speranza e la gioia che l’uomo prova verso la pioggia:

“E fa parte dei Suoi Segni farvi scorgere il lampo, con timore e brama, e il far scendere dal cielo l’acqua con cui ridà la vita alla terra che già era morta. Ecco davvero segni per coloro che ragionano”. (Quran, traduzione del significato, Surah ar-Rum, capitolo 30, versetto 24)

e in due racconti particolarmente commoventi, e che, masha’aLlah, riguardano due donne benedette.

Una è Hajar, radhiallahu anha, moglie di Ibrahim ‘alayhi salam, e madre di Ismail, ‘alayhi salam: riporta Ibn Abbas, radhiallahu anhu, che il Profeta salla Allahu ‘alayhi wa sallam raccontò come Allah ta’ala fece sgorgare l’acqua di zam zam nella valle desolata che era allora la Makkah, per aiutare lei e il suo piccolo figlio, ancora lattante, a sopravvivere. (La narrazione completa è nel libro Sahih al Bukhari).

L’altra donna è Maryam, radhiallahu anha, madre di ‘Isa ‘alayhi salam. Una sura del Qur’an è intitolata con il suo nome, al hamdulillah:

“I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva – Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata! – Fu chiamata da sotto: – Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi” (Quran, traduzione del significato, Surah Maryam, capitolo n. 19, versetti 23-24).

Al hamdulilLah, grazie ad Allah, il Misericordioso, il Compassionevole, che ci ricorda questi bellissimi esempi della Sua Vicinanza all’essere umano: un essere che Lui mette alla prova, ma che anche sostiene e solleva dalla sofferenza e dalla fatica di questa esistenza. La Sua Grazia e il Suo Amore si mostrano qui verso le creature più sensibili, nei loro ruoli di madre e figlio in tenera età, masha’a Llah. Due madri di Profeti, che accettano con forza e fede le prove mandate dall’Altissimo, e in cambio del loro coraggio, ricevono direttamente da Lui il sostentamento, l’acqua che come ricordato nel Qur’an, è fonte di vita:

” Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente . Ancora non credono? “ (Quran, traduzione del significato, Surah al Anbiya, capitolo 21, versetto 30)

Che il nostro pozzo sia benedetto da Allah e che insha’a Llah possa essere un mezzo per alleviare la nostra quotidianità e fare del bene agli altri. Amin.

Umm Hamid, Pakistan
www.alghurabaa-magazine.com

3 pensieri riguardo “Al Ma’a, l’acqua, un dono del Compassionevole

  • 1 maggio 2017 in 19:15
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    Ma sha’Allah habibty che utilità fare un pozzo così! Che Allah swt vi protegga e vi faciliti! Ameen!

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  • 2 maggio 2017 in 19:32
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    Amin carissima sorella, Jazaki Llahu khairan. Al hamduliLlah, il pozzo ora è completato e in funzione, masha’a Llah l’acqua che sgorga è buonissima.

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  • 4 maggio 2017 in 18:38
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    Al hamduliLlah habibty, proprio in tempo per Ramadan! che grande soddisfazione avere acqua fresca e pura a disposizione in quella zona, proveniente dal proprio pozzo, ma sha’ Allah!

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