Come conciliare vita lenta e produttività

Conciliare vita lenta e produttività non è facile, ma è possibile. Oggi ti racconto i miei metodi per non soccombere sotto il peso delle cose che vanno comunque fatte, anche se sei lenta, hai scelto una vita lenta e vuoi vivere slow a tutti i costi.

Conciliare vita lenta e produttività non è facile, specie se tutto quello che fai lo fai in casa e figli e marito sono pure loro per lo più in casa.

Conciliare una filosofia slow con la voglia di fare e realizzarsi a volte può sembrare davvero impossibile. Hai la tua lista delle cose da fare, hai il tuo calendario, il tuo programma e il tuo cronometro e non è che siccome hai scelto la lentezza le cose da fare di colpo non ci sono più, anzi. In realtà rispetto ad altre donne che ogni mattino escono di casa, accompagnano i figli a scuola e poi sono per otto ore a lavoro fuori casa (a volte 10 se contiamo anche pausa pranzo e tragitto), nel calendario di una mamma homeschooler che desidera la lentezza, ci sono anche cose come “fare homeschooling”, “leggersi una cosa”, “fare il pane” (non lo sto facendo più da una vita veramente, ma è comunque nella lista delle cose che mi piacerebbe fare) o un certo tempo per chiacchierare beatamente in famiglia.

Bello, dirai!

Bello, sì! Ma… Ci sono tanti “ma” che si accumulano e finiscono per farti sentire improduttiva e che, a lungo andare, possono creare delle frustrazioni, se non gestiti al meglio.

Le faccende domestiche

Cucinare, lavare i piatti, pulire a terra, fare il letto, lavare i panni, stenderli, piegarli dimenticandosi di avere un ferro da stiro, pulire il bagno (rigorosamente con intrugli autoprodotti), mettere in ordine, fare regolarmente decluttering sennò tra un po’ la casa e il contenuto della casa ci caccia e dobbiamo andare a vivere in garage…

Sono tutte cose che potrebbero assorbire l’intera esistenza di una donna che sceglie una vita slow, perché queste cose qualcuno deve pur farle!

Tu ci provi a non guardare il caos attorno a te. Io sono una vera professionista in questo, riesco a sedermi qui, con le spalle al mondo, concentrata a scrivere il mio post, leggere pdf, fare ricerche online e… e ignorare tutto quello che c’è dietro di me: i piatti non fatti, il pavimento pieno di mollichine che tra un po’, quando si alzerà la piccola, si riempirà di altre mollichine quindi meglio pulire tutto insieme piuttosto che 10 volte al giorno, i panni da lavare in bagno e finalmente il sole e il pensiero assillante che ogni due per tre scacci via con forza: “bisogna approfittare di questa bella giornata per fare tutti i panni, metti che domani piove!”.

E invece no, devi essere “tosta” e resistere. Fai finta di essere uscita di casa stamattina alle 7 e mezza e di trovarti lontano. Continui a scrivere senza lasciarti distrarre, ce la farai!

Ce la farai?

InshaAllah ce la farai!

Le colazioni

Vivere lentamente può anche significare che in casa ognuno si alzi a proprio ritmo, arrivi in cucina a proprio ritmo, faccia colazione a proprio ritmo e… ti distolga dalle tue cose a proprio ritmo. “Mamma dove sono i biscotti?” – “Mamma dove sono le scarpe della piccola?” – “Khadija, sto uscendo, se vuoi faccio la spesa, mi daresti la lista?” – “Mammaaaaa… sono in bagno, mi vieni a lavare???” Ehm…

 

Priorità e declinazioni possibili

Nella vita di una musulmana conciliare vita lenta e produttività significa prima di tutto dare assoluta priorità a preghiere, Corano, invocazioni e momenti di apprendimento, perché senza queste cose una vita non è più una vita, la giornata diventa grigia e spenta, ti deprimi, perdi la bussola e ti perdi.

Nella mia vita attuale, subito dopo le “adorazioni”, l’attività che ha il ruolo più importante è la scuola a casa, anche se me la prendo comoda e le ragazze in pratica fanno tutto da sole. Penso sia più un impegno psicologico che pratico, ma è un impegno che c’è e non si può far finta di niente (anche se effettivamente ci provo…).

Per la piccola si tratterebbe di stabilire le attività da fare. Lei è molto anarchica: è attratta e incuriosita dai libri delle scuole medie che si legge con infinito interesse, mentre di imparare a scrivere in corsivo e seguire i programmi ministeriali di prima elementare non ne vuole sapere. Ha solo 5 anni e mezzo e con lei fare homeschooling sembra un’impresa folle, così intanto facciamo unschooling che non significa “non fare attività”, ma seguire le inclinazioni del bambino anche quando a noi adulti sembrano inclinazioni assurde e inefficaci. In realtà finiamo per avventurarci anche noi adulti insieme a loro in mondi e possibilità di cui non immaginavamo l’esistenza!

La grande, che ha 16 anni e fa homeschooling da 6, ormai si autogestisce e in più gestisce al posto mio il poco di apprendimento organizzato della piccola e.. menomale che c’è lei, altrimenti qui sarebbe un vero disastro! In pratica io non faccio quasi niente, anche se mi stresso lo stesso.

Dopo le priorità vengono le declinazioni possibili.

Da qualche giorno è tornato il sole e sarebbe bello gustarsi la primavera, le passeggiate, il bel tempo e la natura che si risveglia. I boschi lombardi sono davvero belli in questo periodo!

In più dopo la stasi invernale, che per me è standard, in primavera torna la voglia di rimettersi in forma, mangiare leggero e fare attività fisica, per esempio tapis roulant, visto che l’ho comprato anni fa e sta lì a prendere polvere e a fare da attaccapanni…

E i vari blog? E la formazione? E lo studio del Corano, la scienza, i progetti personali, i progetti di biz e tutto il resto? Certo che devono esserci. Un’ora, due o tre. Meglio tre! Ma dove sono queste tre ore?

 

Il senso di colpa

Il senso di colpa! Penso sia il problema di ogni donna!
“Ma come? I piatti da fare, il letto disfatto, il pavimento sporco, la famiglia da ‘accudire’, il macello… e tu sei qui a fare i fatti tuoi? Ma come osi?”
Ecco, il senso di colpa dice più o meno così. Ma bisogna ignorarlo. Ignorarlo e proseguire per la propria impervia strada, piena di insidie, ostacoli e battute d’arresto: la pentola che bolle, il succo di frutta che è caduto per terra, i panni da ritirare che sta per piovere e “mamma devo fare la pipì!”…
Solo esercitando la caparbietà, una vita lenta ma pure un minimo produttiva sono possibili, nonostante tutto e tutti e a dispetto di quello che l’attuale sistema societario vuole costringerci a credere!

 

Tirare le somme

A questo punto, per provare a conciliare vita lenta e produttività, bisogna tirare le somme. E come si tirano le somme se sei in casa e non hai la colf?

Beh, non so se esiste un metodo migliore, ma io faccio così:

  • M’invento una giornata ideale su carta, disegnandomela dentro un calendario utopico e me la metto da parte.
  • Analizzo la mia giornata reale per una settimana o più in cui mi autolascio “libera di esprimermi”, seguendo un po’ il flusso delle abitudini consolidate, annotando tutto quello che faccio e da che ora a che ora lo faccio.
  • Mi studio lo schema della mia giornata media reale e, in un punto ben preciso della giornata, cerco di implementare una delle attività che fanno parte della mia giornata ideale.
  • Ovviamente le attività da inserire vanno scelte tra quelle che davvero possono dare un valore aggiunto alle mie giornate, perché ce ne sono altre che mi darebbero solo un carico in più senza nessuna vera gratificazione. Quelle, se posso, le tralascio.
  • A questo punto mi ritrovo con un nuovo programma quotidiano, in cui, pur non sconvolgendo l’assetto generale quotidiano, ho inserito una piccola azione nuova, per rendere la mia vita più interessante, più produttiva, più completa, più vicina al mio ideale di vita.

E tu come fai per conciliare vita lenta e produttività e inserire nuove cose da fare nella tua giornata normalmente già strapiena di suo?

Fai liste, segui calendari, ti organizzi e programmi, oppure hai un’organizzazione random?

Se hai ancora un attimo ti consiglio di leggere anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *